Skip to main content

Oltre 80 organizzazioni europee del mondo della salute, della ricerca e della società civile chiedono all’Unione europea di affrontare finalmente il caldo estremo come una vera emergenza sanitaria. Tra i sottoscrittori della European Declaration on Heat and Health figura anche ISDE Italia.

La Dichiarazione, promossa dallo European Regional Hub della Planetary Health Alliance, nasce dopo le pesanti conseguenze sanitarie delle ondate di calore che hanno colpito l’Europa meridionale, occidentale e centrale nei mesi di giugno e luglio 2026. Giugno è stato il più caldo mai registrato nell’Europa occidentale e, nella sola settimana di picco dell’ondata di calore, sono state registrate diverse migliaia di morti in eccesso.

Il documento sottolinea come le temperature estreme colpiscano soprattutto le persone anziane – in misura particolarmente elevata le donne – ma anche bambini, donne in gravidanza, persone con malattie croniche, lavoratori all’aperto e persone che vivono in condizioni di povertà o in abitazioni non adeguatamente protette dal caldo.

«L’Europa ha dei piani, ma non stanno funzionando»

Il punto centrale della Dichiarazione è netto: non manca la consapevolezza del problema, ma le misure adottate finora sono insufficienti.

La maggior parte dei Paesi europei dispone infatti di piani nazionali contro il caldo e di sistemi di allerta precoce; l’UE ha adottato nel 2021 una Strategia di adattamento e il Parlamento europeo aveva già dichiarato nel 2019 l’emergenza climatica e ambientale. Eppure, ricorda la Dichiarazione, il Lancet Countdown in Europe 2026 documenta un aumento della mortalità correlata al caldo nel 99,6% delle regioni europee monitorate e stima circa 63.000 decessi attribuibili al caldo nel solo 2024.

Secondo i firmatari, è quindi necessario passare da strategie prevalentemente programmatiche a obblighi concreti, finanziati e verificabili.

Le richieste all’Unione europea

Un passaggio decisivo sarà il nuovo European Climate Resilience Framework, che la Commissione europea sta preparando e che dovrebbe essere adottato entro la fine del 2026.

Le organizzazioni chiedono che il nuovo quadro introduca obblighi giuridicamente vincolanti per l’adattamento climatico, obiettivi misurabili in termini di salute e il riconoscimento del caldo estremo come grave minaccia sanitaria transfrontaliera.

Tra le proposte figura soprattutto l’adozione di un European Heat-Health Action Plan, accompagnato da un fondo di emergenza per rendere climaticamente resilienti ospedali, strutture sanitarie e assistenziali, asili e scuole e per rafforzare in tutti gli Stati membri i sistemi integrati di allerta per caldo estremo e fumo degli incendi.

La Dichiarazione chiede inoltre una normativa europea più efficace per proteggere i lavoratori esposti alle alte temperature, con soglie vincolanti calibrate sui diversi contesti climatici, limitazioni automatiche del lavoro nelle condizioni più pericolose e adeguate forme di tutela anche per lavoratori stagionali, migranti e delle piattaforme digitali.

Altrettanto importante è garantire temperature interne sicure alle persone più vulnerabili, intervenendo sugli edifici esistenti, sulla climatizzazione passiva e sulla capacità delle reti elettriche di affrontare i picchi estivi.

Salute al centro delle politiche climatiche

La Dichiarazione sottolinea che adattamento e mitigazione devono procedere insieme. Proteggere la popolazione dalle ondate di calore è indispensabile per ridurre nell’immediato malattie e morti evitabili, ma soltanto la riduzione delle emissioni può intervenire sulle cause dell’aumento delle temperature.

Per questo viene chiesto all’UE di mettere salute, evidenze scientifiche ed equità al centro di tutte le politiche climatiche, valutandone sistematicamente benefici e possibili conseguenze sanitarie.

Un impegno riguarda direttamente anche il settore sanitario. I firmatari riconoscono infatti che ospedali, strutture sanitarie e professionisti della salute devono essere in prima linea, dotandosi di propri piani per il caldo, proteggendo pazienti e operatori e rendendo progressivamente le strutture sanitarie resilienti e climaticamente neutrali.

L’adesione di ISDE, e quindi anche l’impegno di ISDE Italia sui contenuti della Dichiarazione, si inserisce pienamente nell’azione dell’associazione per evidenziare il legame sempre più stretto tra crisi climatica e salute e per chiedere politiche di prevenzione capaci di proteggere soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione.

La sfida, conclude la Dichiarazione, è evitare che le morti provocate dal caldo diventino una componente considerata inevitabile delle estati europee: «Adaptation saves lives through the summers ahead; mitigation is the only intervention that addresses the cause».

Leggi la European Declaration on Heat and Health