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Si è svolto il 16 maggio a Siena, presso la sede Guild in Strada di Malizia, l’incontro “Crescere in un pianeta che cambia: proteggere bambini e adulti da clima e inquinamento”, promosso con il patrocinio di ISDE Italia, Comune di Siena, Azienda USL Toscana Sud Est, SIPS, EuCliPa.IT, Patto Europeo per il Clima ed Europe Direct Siena.

L’iniziativa ha affrontato il rapporto sempre più stretto tra crisi climatica, qualità ambientale e salute umana, con particolare attenzione agli effetti su bambini, anziani e persone fragili. Nel corso della mattinata si sono alternati interventi dedicati alla disinformazione scientifica, all’inquinamento atmosferico, agli inquinanti emergenti, al ruolo della biodiversità e alle strategie di prevenzione.

Tra i temi centrali dell’evento, la necessità di contrastare la crescente diffusione di fake news sul clima e sulla salute. Nella presentazione “Disinformazione scientifica nella crisi climatica”, Martina Meocci ha evidenziato come la disinformazione sfrutti paura, semplificazioni e falsi esperti per mettere in dubbio le evidenze scientifiche, ricordando che le notizie false sui temi climatici si diffondono molto più rapidamente di quelle verificate. La relazione ha inoltre sottolineato il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nella produzione di contenuti manipolati e l’importanza del “prebunking”, cioè della prevenzione culturale e informativa per riconoscere le bufale prima che si diffondano.

Ampio spazio è stato dedicato anche agli inquinanti emergenti. Nella relazione di Gianni Tartari, “Inquinanti emergenti nell’ambiente, nelle cucine e nell’uomo”, è stato richiamato l’approccio One Health, che collega salute umana, salute animale ed ecosistemi. La presentazione ha approfondito il tema di PFAS, microplastiche e nanoplastiche, illustrando come queste sostanze siano ormai diffuse nelle acque, negli alimenti, nelle abitazioni e perfino negli oggetti di uso quotidiano.

Particolare attenzione è stata riservata agli effetti dei microinquinanti negli ambienti indoor: polveri domestiche, tessuti sintetici, imballaggi alimentari, contenitori, vernici, detergenti e materiali impermeabili possono rappresentare fonti di esposizione continua, soprattutto per i bambini. La relazione ha inoltre illustrato gli obiettivi europei dello “Zero Pollution Action Plan”, che punta a rafforzare monitoraggio, riduzione delle sostanze pericolose e responsabilità dei produttori.

Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il ruolo fondamentale della natura nella tutela della salute. La presentazione “Natura, Biodiversità e Benessere” di Flavia Del Grosso ha evidenziato come ecosistemi sani contribuiscano a migliorare qualità dell’aria, disponibilità di acqua, benessere psicologico e resilienza urbana.

Tra i concetti richiamati, anche la regola urbana del “3-30-300”: almeno tre alberi visibili da casa, il 30% di copertura arborea nei quartieri e un’area verde accessibile entro 300 metri dall’abitazione. Le cosiddette “prescrizioni verdi e blu”, basate sul contatto con parchi, foreste, laghi e ambienti naturali, sono state presentate come strumenti utili per migliorare salute mentale, sistema cardiovascolare, metabolismo e qualità della vita.

L’evento ha ribadito l’importanza di un’alleanza tra cittadini, istituzioni, comunità scientifica e operatori sanitari per affrontare in modo integrato le sfide ambientali e climatiche, promuovendo prevenzione, corretta informazione e tutela della salute pubblica.