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Secondo l’ultimo rapporto di Greenpeace International, oltre 51 milioni di persone in 11 Paesi vivono entro 10 km da impianti petrolchimici legati alla produzione di plastica, esposti a rischi gravi per la salute a causa dell’inquinamento atmosferico. Il rapporto è stato pubblicato in vista dei negoziati ONU per un Trattato globale sulla plastica, previsti a Ginevra dal 5 al 14 agosto.

Le emissioni di composti tossici come COV, NOₓ, SOₓ e particolato, colpiscono in modo sproporzionato le comunità vicine, con alti tassi di cancro, malattie respiratorie e morti premature. Alcune aree sono già state definite dalle Nazioni Unite come “zone di sacrificio”.

Gli Stati Uniti risultano il Paese con il numero assoluto più alto di popolazione esposta (13 milioni, soprattutto in Texas e Louisiana), mentre Paesi Bassi e Svizzera registrano le percentuali più elevate rispetto alla popolazione complessiva.

Il rapporto denuncia inoltre che l’industria sta pianificando l’espansione della produzione di plastica fino al 2050, aggravando l’inquinamento, l’esportazione di rifiuti nei Paesi a basso reddito e la crisi climatica.

Greenpeace chiede che il Trattato globale sulla plastica imponga una riduzione del 75% della produzione plastica entro il 2040, per contrastare quella che definisce ormai una vera emergenza sanitaria globale.

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