Curato da Pierangela Fiammetta Piras, referente nazionale del gruppo di lavoro ISDE sulle Prescrizioni Verdi, il testo propone una lettura integrata di movimento, ambiente e salute, con attenzione alla vita quotidiana e alle persone con fragilità.
Prescrivere movimento significa anche chiedersi dove una persona vive, quali luoghi può frequentare e quali opportunità ha per mantenersi attiva nella quotidianità. È da questa prospettiva che prende avvio il volume Attività fisica in natura e movimento ecologico. Orientamenti per integrare prescrizione del movimento e Prescrizioni Verdi, curato da Pierangela Fiammetta Piras, medico dello sport e referente nazionale del Gruppo di lavoro ISDE – Medici per l’Ambiente sulle Prescrizioni Verdi.
Il testo, pubblicato nel 2026, raccoglie i contributi di Aluena Battaglioli, Flavia Del Grosso, Paolo Pischiutti, Vito Antonio Polito e Alice Stocco, intrecciando competenze mediche, riabilitative, motorie ed ecologiche. La cornice è quella di One Health e Planetary Health, che riconoscono l’interdipendenza tra salute delle persone, comunità e integrità degli ecosistemi.
Dall’esercizio alla vita quotidiana
Uno dei temi centrali è la distinzione tra esercizio fisico strutturato, abitudini motorie intenzionali e movimento ecologico. Con questa espressione il volume indica il movimento che nasce dalle attività ordinarie: camminare per raggiungere un luogo, coltivare un orto, curare un giardino, svolgere compiti domestici. Il suo scopo immediato non è allenarsi, ma fare qualcosa che abbia significato per la persona.
Questa prospettiva affianca alla prescrizione dell’esercizio una domanda più ampia: come rendere il movimento una componente stabile della giornata? Aggiungere una sessione di attività fisica, infatti, non esaurisce il problema del tempo trascorso seduti. Il documento richiama la distinzione tra inattività fisica e sedentarietà e invita a considerare l’organizzazione complessiva della vita quotidiana, insieme alle condizioni che facilitano o ostacolano una vita attiva.
La natura entra nella prescrizione
Nel modello delle Prescrizioni Verdi descritto dal volume, l’ambiente naturale assume un ruolo specifico nel percorso di salute. La scelta riguarda il luogo, le modalità di interazione con gli elementi naturali e gli obiettivi attesi, tenendo conto delle caratteristiche della persona.
Un parco urbano, un bosco, un giardino o un litorale offrono opportunità differenti. Accessibilità, qualità ambientale, varietà degli stimoli, sicurezza e possibilità di frequentazione incidono sulla praticabilità dell’esperienza. Per questo, alle domande su quale movimento proporre, a chi e con quale obiettivo, il testo aggiunge quella sul contesto naturale appropriato.
Il volume affronta anche i limiti delle conoscenze disponibili: i benefici dell’attività fisica e del contatto con la natura non possono essere considerati automaticamente sommabili. Le interazioni sono complesse e gli studi incontrano difficoltà nel distinguere il contributo delle diverse componenti. Anche l’impegno richiesto dall’esercizio può modificare la possibilità di osservare l’ambiente e di entrare in relazione con esso.
Personalizzazione e collaborazione tra competenze
Particolare attenzione è dedicata alle persone con patologie croniche, disabilità o limitazioni funzionali. Irregolarità del terreno, dislivelli, caldo, allergeni e condizioni meteorologiche possono modificare l’appropriatezza di un luogo e richiedono una valutazione individuale.
Il documento propone schemi orientativi per mettere in relazione condizioni di salute, obiettivi dell’intervento, preferenze personali, risorse sociali e caratteristiche ambientali. Gli esempi comprendono percorsi alberati per gli spostamenti abituali, orti sociali, giardini nelle strutture assistenziali e opportunità di frequentazione delle aree verdi di prossimità. La continuità del movimento richiede anche alternative quando l’attività all’aperto non è praticabile.
L’approccio valorizza la collaborazione tra professionisti sanitari ed esperti degli ambienti naturali, nel rispetto delle rispettive competenze. Il volume si presenta come opera divulgativa e di orientamento: non costituisce una linea guida clinica, non definisce standard di cura e non sostituisce le raccomandazioni riconosciute.
Salute delle persone e tutela degli ecosistemi
La riflessione si estende alla responsabilità ecologica degli interventi. Promuovere la frequentazione della natura richiede attenzione alla vulnerabilità dei luoghi e agli effetti delle attività umane sugli ecosistemi.
Per ISDE, il tema richiama il rapporto tra prevenzione, medicina territoriale e qualità degli ambienti di vita. Favorire il movimento significa anche rendere disponibili spazi verdi accessibili e percorsi fruibili, affinché le opportunità di salute possano entrare concretamente nella quotidianità delle persone.
Fonte: Piras P.F. (a cura di), Attività fisica in natura e movimento ecologico. Orientamenti per integrare prescrizione del movimento e Prescrizioni Verdi, 2026. Con contributi di A. Battaglioli, F. Del Grosso, P. Pischiutti, V.A. Polito e A. Stocco.
