In vista della Conferenza delle Parti sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite (UNFCCC COP30), in programma a Belém (Brasile) dal 10 al 21 novembre, ISDE Italia – Associazione Medici per l’Ambiente – ha inviato una lettera aperta ai rappresentanti dei governi partecipanti per richiamare l’attenzione sull’urgenza di ridurre le emissioni climalteranti prodotte dal trasporto aereo.
Nel documento, firmato dal presidente ISDE Italia, si sottolinea come l’inquinamento atmosferico e la crisi climatica abbiano raggiunto un punto di non ritorno, richiedendo interventi immediati, coordinati e vincolanti. “È necessario – si legge nella lettera – adottare misure efficaci per contrastare la perdita di biodiversità, la deforestazione e i cambiamenti climatici, promuovendo processi produttivi basati su economia circolare, energia rinnovabile e stili di vita più sani”.
Tra i settori maggiormente responsabili delle emissioni climalteranti, ISDE richiama in particolare il trasporto aereo, che contribuisce in modo significativo all’inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico. Secondo il Rapporto europeo sull’ambiente dell’aviazione (EAER 2025), nel 2023 gli aeroporti dell’Unione Europea hanno registrato oltre 8,3 milioni di voli, producendo 133 milioni di tonnellate di CO₂, mentre a livello globale i voli hanno raggiunto i 38,2 milioni nel 2024, con una previsione di 40 milioni nel 2025 (dati IATA).
Da quasi vent’anni ISDE Italia studia l’impatto del trasporto aereo sulla salute e sul clima attraverso un gruppo di lavoro dedicato, coordinato dalla dott.ssa Antonella Litta, che ha recentemente pubblicato un nuovo rapporto sul tema (link al report ISDE).
La lettera sottolinea inoltre che, nonostante decenni di negoziati internazionali, nessuna conferenza sul clima – da Kyoto fino a Baku – ha adottato misure vincolanti per ridurre il traffico aereo, rendendo più difficile contenere l’aumento della temperatura globale entro la soglia dei 2°C rispetto ai livelli preindustriali.
ISDE Italia chiede quindi che i Paesi partecipanti alla COP30 si impegnino ad elaborare programmi nazionali e internazionali per la riduzione e razionalizzazione del trasporto aereo, includendo il settore nei piani di miglioramento della qualità dell’aria e di contrasto ai cambiamenti climatici.
“Solo attraverso scelte coraggiose e condivise sarà possibile tutelare la salute delle persone e la sopravvivenza del pianeta”, conclude ISDE, auspicando che la conferenza di Belém rappresenti “un punto di svolta nella lotta al cambiamento climatico”.
