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Articolo di Francesco Romizi sul supplemento Extraterrestre de Il manifesto, con dichiarazioni di Fiorella Belpoggi sul glifosato.


Il voto favorevole del governo italiano al rinnovo decennale del glifosato è sconcertante. Sul tema dell’utilizzo di pesticidi si è dimostrato più attento alle richieste dell’agroindustria che alla salute dei cittadini e alla sal- vaguardia della biodiversità». Questa la dichiarazione di Fiorel- la Belpoggi, componente del comitato scientifico di Isde-Medici per l’Ambiente e una delle massi- me esperte italiane sull’impatto che le sostanze chimiche, come il glifosato, possono avere sulla salute umana.

Il 12 e 13 ottobre scorsi, infatti, gli Stati europei, riuniti nel Comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi (Scopaff), erano chiamati a decidere sul futuro del glifosato. I Paesi europei non hanno trovato un accordo e hanno bloccato la votazione sulla bozza di regola- mento impostata dalla Commis- sione europea che prevedeva, appunto, un rinnovo decennale dell’utilizzo del pesticida in Euro- pa. Ma il nostro Paese non si

smentisce mai, purtroppo. L’Italia, in compagnia dei gover- ni amici di Giorgia Meloni ( Polo- nia e Ungheria in primis) ha deciso di sostenere la proposta della Commissione, contro il più folto fronte del «no» (formato da Austria, Croazia e Lussemburgo) e delle astensioni (Germania, Francia, Belgio, Bulgaria, Paesi Bassi e Malta). La Germania, per esempio, si è espressa a favore dell’abbandono definitivo del glifosato nell’Unione Europea già da qualche mese.

Nel settembre scorso, al termine di un incontro tra i rappresentanti dei 27 Stati membri per discutere la proposta della Commissione europea, il ministro dell’agricoltura tedesco ha messo in guardia dalle minacce alla biodiversità e ha sottolinea- to la necessità di un’eliminazione coordinata del glifosato a livello europeo.

Anche la Francia, dal canto suo, aveva tentato di adottare misure restrittive nei confronti del glifosato. Nel 2017, il presidente francese

Emmanuel Macron ha annunciato il suo impegno a vietare completamente il glifosato in Francia prima del 2024.

E L’Italia? Nel 2017 aveva votato contro l’autorizzazione al glifosato e sei anni dopo ha cambiato idea. «Incredibile – continua Belpoggi – da allora, tra l’altro, le preoccupazioni sugli effetti negativi del glifosato sono aumentate. Non si comprende cosa possa giustificare dal punto di vista scientifico un cambiamento del genere».

A questo punto il Comitato verrà riconvocato entro il mese di novembre per vede- re se sarà possibile trovare un accordo tra gli Stati membri. Qualora ciò non avvenisse la palla passa in mano alla Commissione Europea che, sentita la Commissione Ambiente del Parlamento Europeo, potrà decidere autonomamente.

Nel frattempo le Ong ambientaliste, gli Enti che si occupano di salute pubblica e il mondo della ricerca stanno lavorando per convincere i Paesi europei favorevoli a rivedere la loro decisione. Angeliki Lysimachou di Pan Europa (la più importante coalizione europea di associazioni che contrastano i pesticidi), ha affermato che un rinnovo oggi sarebbe molto grave perché «sappiamo molto di più di quanto sapevamo nel 2017. Ora non si parla solo di cancro, ma anche di neurotossicità, del potenziale disturbo del microbioma, con tutte le eventuali malattie collegate e pure dell’impatto sulla biodiversità».

Senza contare che la maggioranza degli europei (61,9 per cento) vorrebbe che il glifosato venisse vietato, mentre solo il 14,1 per cento si dice favorevole al rinnovo, secondo un sondaggio realizzato da Ipsos lo scorso settembre. In Italia, quindi, i movimenti per la salute e l’ambiente si stanno già organizzando. In programma azioni di sensibilizzazione istituzionale. Nei prossimi giorni tutti i Ministri, i Capigruppo e i leader delle forze politiche saranno informati sull’importanza di vietare l’erbicida. Poi le azioni con la società civile. Sono in programma alcune iniziative nella capitale, online e, dal congresso di Isde in programma questo fine settimana a Sansepolcro, partirà un appello pubblico che vedrà coinvolti i maggiori esperti nazionali su inquinamento da sostanze chimiche e salute. Qualora Paesi importanti come l’Italia decideranno di mantenere la posizione favorevole al glifosato, a pagarne le conseguenze saranno l’ambiente, la flora e la fauna selvatica, i suoli, le acque e la salute dei consumatori ignari molto spesso di nutrirsi con cibo in cui sono presenti residui dell’erbicida, oltre che di altri pesticidi.