La seconda parte della quinta sessione del Comitato intergovernativo di negoziazione (INC) per sviluppare uno strumento internazionale giuridicamente vincolante sull’inquinamento da plastica, anche nell’ambiente marino, si è svolta presso il Palais des Nations di Ginevra, preceduta da consultazioni regionali il 4 agosto.
L’incontro ha riunito oltre 2.600 partecipanti: più di 1.400 delegati di 183 Paesi, quasi 1.000 osservatori in rappresentanza di oltre 400 organizzazioni e circa 70 ministri e viceministri. A margine si sono tenute tavole rotonde informali con rappresentanti di alto livello.
L’obiettivo principale era raggiungere un consenso sul testo del trattato e individuare le questioni ancora irrisolte prima di una conferenza diplomatica. I lavori si sono svolti in sessioni plenarie, in quattro gruppi di contatto dedicati a temi chiave (progettazione della plastica, sostanze chimiche di interesse, limiti di produzione, aspetti finanziari e di conformità), oltre a consultazioni informali.
Il punto di partenza è stato il testo del presidente dell’INC-5.1https://wedocs.unep.org/bitstream/handle/20.500.11822/47162/INC_5_1_Report.pdf di Busan (novembre-dicembre 2024), rielaborato in proposte di testo durante la sessione. Tuttavia, non è stato possibile raggiungere un accordo sui documenti presentati, a causa di differenze significative tra gli Stati.
Il dibattito verteva sulla scelta tra imporre un limite alla produzione di nuova plastica o puntare invece su miglioramenti qualitativi e riciclo, posizione sostenuta da molti paesi produttori di petrolio.
Il negoziato è fallito a causa dell’opposizione di un fronte pro-plastica guidato da Russia, USA e Paesi arabi, sostenuti da lobby petrolchimiche. Con il calo della domanda di idrocarburi per l’energia, la produzione di plastica è diventata il nuovo settore strategico per questi Paesi, con impatti climatici e ambientali comparabili ai combustibili fossili e gravi effetti su ecosistemi, pesca ed economie costiere. Il testo proposto, privo di vincoli legali e basato su misure volontarie, non prevedeva limiti alla produzione né al monouso, risultando persino meno ambizioso delle politiche già in vigore in UE, Canada e California. Una vasta coalizione di Stati, guidata da Norvegia e numerosi Paesi africani, ha bloccato l’adozione.
La commissaria europea all’Ambiente Jessika Roswall ha ribadito l’impegno dell’UE per un accordo vincolante che tuteli salute, ambiente ed economia circolare, definendo l’ultima bozza “un passo avanti” ma ancora insufficiente. Greenpeace ha definito il mancato accordo di Ginevra un “campanello d’allarme” e ha accusato un piccolo gruppo di paesi di aver bloccato la volontà della maggioranza, esortando ad agire senza ulteriori esitazioni contro l’inquinamento da plastica.
Le dichiarazioni finali hanno sottolineato:
- La volontà comune di proseguire il processo, nonostante la mancata adozione del testo.
- La necessità di rinnovare l’impegno politico e superare le divisioni.
- L’importanza di un’azione urgente contro l’inquinamento da plastica, presente in acqua, suolo, oceani e persino nel corpo umano.

Il presidente dell’INC, ambasciatore Luis Vayas Valdivieso, ha invitato a non scoraggiarsi, mentre la direttrice esecutiva dell’UNEP, Inger Andersen, ha ribadito che l’agenzia continuerà a lavorare per contrastare la crisi della plastica.
Il processo negoziale ha visto un ampio coinvolgimento della società civile – popoli indigeni, raccoglitori di rifiuti, artisti, giovani e scienziati – che hanno organizzato proteste, installazioni artistiche e conferenze stampa.
L’INC è stato istituito dalla risoluzione storica UNEA 5/14 del marzo 2022 e ha già svolto le seguenti sessioni:
- INC-1: Punta del Este (Uruguay), nov-dic 2022
- INC-2: Parigi (Francia), mag-giu 2023
- INC-3: Nairobi (Kenya), nov 2023
- INC-4: Ottawa (Canada), apr 2024
- INC-5.1: Busan (Corea del Sud), nov-dic 2024
- INC-5.2: Ginevra (Svizzera), ago 2025
La data della prossima fase dei negoziati sarà annunciata in seguito.
