Skip to main content

di Donatella Mercatelli (pediatra)

Ogni essere vivente dipende dall’ambiente dove nasce, si sviluppa, vive e cresce. La potenzialità dei suoi organi è inibita, frenata o valorizzata dall’ambiente. Ogni bambino ha diritto di vivere in un ambiente sano dove la Natura  lo plasma e lo fortifica; la Natura non è un’oasi dove mangiare le merende con Peppa Pig o dormire nel Bosco coi folletti: quando un bambino va a scuola a piedi, cammina in mezzo agli Alberi, calpesta l’erba e le foglie, riconosce il canto degli uccellini e i fiori, ha già imparato la lezione del giorno; imparerai più dai boschi  che dai libri (Bernardo di Chiaravalle), manca chi ci crede, dopo è tutto fatto. L’Ambiente di oggi cresce dei bambini miopi, astigmatici, ritardati nel movimento e nel linguaggio, obesi, depressi, insonni, psicolabili, asociali; non è questo il loro destino, va cambiato.

Oggi in Italia oltre un terzo (39%) dei bambini e ragazzi tra i 5-19 anni è miope, numeri saliti del 50% negli ultimi 30 anni. Se un tempo l’età di insorgenza della miopia era attorno ai 12-13 anni, oggi inizia molto prima e progredisce più in fretta. L’insorgenza precoce porta a un maggiore allungamento del bulbo oculare e alle sue complicanze: distacco di retina,  degenerazione maculare ,  cataratta precoce  e  glaucomaViene ricordato il ruolo giocato dagli stili di vita, troppe ore al chiuso, troppi schermi,  stili di vita moderni  che sono tra i principali alleati dell’epidemia di miopia;  sempre più tempo passato in ambienti al chiuso, uso prolungato di tablet e smartphone ,  riduzione all’esposizione alla luce naturale . L’attività all’aperto è la migliore alleata della prevenzione: i bambini devono trascorrere più tempo lontano dagli schermi e con lo sguardo libero di spaziare. Il tempo all’aperto, infatti, è un potente fattore protettivo perchè aiuta a contrastare l’allungamento del bulbo oculare grazie anche alla stimolazione della produzione di dopamina,una sostanza che protegge l’occhio dalla miopizzazione. Un’ora di schermo giornaliero si associa ad un rischio di miopia del 21% e quasi raddoppia (+97%) se il bambino  ci resta  quattro ore al giorno.  Una società sempre più miopizzata : se non si interviene entro il 2050, la metà dei bambini e dei ragazzi potrebbe essere miope. L’occhio miope infantile non è più solo un occhio che “vede male da lontano”, ma un occhio che cambia struttura, si allunga, si assottiglia e diventa più fragile, un vero e proprio “fenotipo patologico”, cioè un occhio che, per effetto della miopia, sviluppa alterazioni strutturali. 

Il 10% dei bambini  italiani in età scolare ha difficoltà linguistiche , da un ‘semplice’ ritardo del linguaggio, o difetti di pronuncia, fino a disturbi dell’apprendimento più complessi. Si raccomanda di favorire l’incontro “reale” con l’ambiente, limitando di conseguenza l’utilizzo di strumenti digitali, il tempo trascorso sugli schermi e l’uso dei media  che, per i bambini di età inferiore ai 2 anni, è  fattore di rischio per lo sviluppo di minori competenze linguistiche e socio-emotive. La materia bianca cerebrale è come una rete di autostrade invisibile che collega tutte le aree del cervello; le risonanze magnetiche cerebrali hanno mostrato, nei bambini che passano molto tempo davanti agli schermi , che queste connessioni risultano meno sviluppate , meno coordinate e meno forti, si costruiscono con lentezza o si interrompono causando ritardi nel linguaggio, nella lettura, difficoltà a comunicare perché il cervello di un bambino non cresce da solo, si forma attraverso le esperienze, i giochi , le parole, il contatto umano e invece gli schermi, per quanto educativi possano sembrare, non offrono  i mattoni giusti per costruire queste fondamenta per le quali servono tempo, presenza e un’infanzia vissuta nel mondo reale e non su  di uno schermo . bambini sotto i due anni non dovrebbero interagire con gli schermi elettronici; i primi mesi di vita sono i più importanti per lo sviluppo del cervello e i piccoli dovrebbero imparare a conoscere il mondo esterno tramite i propri genitori e giocare liberamente all’aperto. 

 Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia, il 19% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni è in sovrappeso, il 9,8% è obeso e il 2,6% presenta una forma di obesità grave. L’Italia è al 4° posto per prevalenza di sovrappeso e obesità infantile in Europa. L’obesità  già in età pediatrica  compromette la qualità di vita e aumenta il rischio di  malattie cardiovascolari,  diabete , fegato grasso, aumento di trigliceridi , colesterolo e acidi urici, ipertensione, sindrome metabolica, ansia, isolamento sociale, bassa autostima.Dal primo ottobre 2025 l’obesità è ufficialmente riconosciuta in Italia come malattia cronica, progressiva e recidivante, il primo paese al mondo a farlo con una legge specifica. I disturbi alimentari, che coinvolgono 3 milioni di persone in tutto il Paese, sono in costante incremento, con esordio in età sempre più precoce, già nella fascia 8-9 anni. Il documento della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), dal titolo “Crescere a tavola“, contiene i dati relativi ad  abitudini alimentari e stili di vita di oltre 800 bambini da uno a 14 anni e le loro famiglie, mostrano  abitudini alimentari sbagliate, tra cui il consumo eccessivo di dolci e bevande zuccherate, la scarsa attività fisica e il tempo eccessivo trascorso davanti agli schermi;  il 47% dei bambini mangia almeno un pasto davanti agli schermi, il 35% dei bambini sotto i 6 anni trascorre più di 2 ore al giorno davanti a dispositivi digitali, il 60% dei bambini dedica meno di 3 ore a settimana allo sport e l’80% non supera le 3 ore settimanali di attività fisica all’aperto. L’attività fisica è  invece importante quanto la nutrizione: i bambini e gli adolescenti dovrebbero dedicare almeno 30-60 minuti al giorno al movimento, ridurre la sedentarietà a meno di tre ore al giorno e svolgere attività sportiva almeno due volte a settimana. Il sempre più diffuso impiego dei social network facilita l’insorgenza di obesità e anche di altri disturbi alimentari quali  anoressia nervosa, per il confronto con modelli di bellezza irraggiungibili, non solo nell’adolescenza ma, con aumento fino al 65%, nelle fasce di età sempre più precoci , inferiori a 10 anni.L’uso eccessivo delle nuove tecnologie con gli schermi danneggia il benessere emotivo dei bambini e alimenta il circolo vizioso della dipendenza dai dispositivi digitali. Troppo tempo davanti agli schermi può favorire la depressione negli adolescenti e fenomeni come il cyberbullismo sono in aumento e una quota significativa di bambini mostra segnali di uso problematico dei social media. Inoltre, il tempo prolungato trascorso online tende a ridurre lo spazio per attività arricchenti come la lettura, l’attività fisica e la socializzazione dal vivo, elementi riconosciuti come fondamentali per lo sviluppo cognitivo ed emotivo dei bambini.  Il tempo che un giovane trascorre sui social diventa un indicatore del suo stato di salute mentale:  stando ai risultati di moderni studi, gli adolescenti che soffrono di un qualche disturbo mentale sono soliti utilizzare di più i social dei loro coetanei e la loro vita reale appare maggiormente influenzata da quella virtuale; i ragazzi affetti da alcuni problemi di salute  mentale, come disturbi del sonno, d’ansia e depressivi , tutti misurati con valutazioni cliniche (Nature Human Behaviour ) tendono a trascorrere più tempo sui social media, rispetto a chi non ha alcun disturbo. In Italia, si stima che circa il 20% dei bambini e adolescenti tra 0 e 18 anni abbia un disturbo del neurosviluppo, per un totale di circa due milioni di minori. “I disturbi del neurosviluppo comprendono una vasta gamma di condizioni, tra cui disturbi dello spettro autistico, disturbi da deficit di attenzione e iperattività, disturbi dell’apprendimento e disabilità intellettive. La loro incidenza è in aumento, con quasi un raddoppio dei casi negli ultimi dieci anni. Gli studi dimostrano che bambini con autismo che possono muoversi e giocare mostrano un netto miglioramento nelle funzioni esecutive, quelle abilità cognitive che ci permettono di pianificare, prendere decisioni e portare a termine compiti complessi.L’attività fisica stimola l’afflusso di sangue alla corteccia prefrontale, l’area del cervello deputata proprio alle funzioni esecutive. Un tempo eccessivo trascorso davanti allo schermo  ha un impatto negativo su molteplici aspetti del sonno, il che a sua volta aumenta il rischio di sintomi depressivi  proprio perché problemi di sonno e depressione spesso coincidono. ll sonno disturbato e insufficiente è associato all’ipertensione  sia negli adulti che negli adolescenti quindi è un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. Dormire a sufficienza è una componente chiave delle raccomandazioni mediche insieme a mangiare sano, non fumare, controllare i livelli di colesterolo, glicemia e pressione sanguigna, essere fisicamente attivi anche per mantenere il giusto peso. L’insonnia tecnologica sta conquistando sempre più territorio in un mondo notturno popolato da schermi. La tecnologia e la luce blu emessa dai display alterano i cicli di veglia-sonno e il nostro orologio biologico. Si tratta di un nuovo disturbo con conseguenze importanti, via via più comune tra bambini e adolescenti. Secondo uno studio pubblicato su Live Science, questo stimolo luminoso altera completamente i ritmi circadiani. È stato confermato che dormiamo due ore in meno rispetto a 40 anni fa. A soffrire di più di questi cambiamenti sono i bambini e gli adolescenti. Non a caso sono sempre più comuni casi di insonnia cronica in età precoce, di cui si possono vedere gli effetti a livello comportamentale, motivazionale e nel rendimento scolastico. Molti ragazzi trascorrono tempo sui social media a letto, influenzando ancor più la durata e la qualità del riposo. La solitudine nell’infanzia può fungere da fattore di rischio precoce per i successivi disturbi psicotici e peggiorano la salute mentale sin dalla tenera età;  la solitudine nell’infanzia è un fenomeno diffuso che sembra essere in aumento negli ultimi anni. Conl’aumento della digitalizzazione e dell’isolamento sociale, la solitudine è diventata un problema pervasivo che colpisce i giovani individui; l’uso  compulsivo di smartphone, tablet o computer sembra effettivamente essere connesso con un aumento dei pensieri di suicidio nei ragazzi. “Basta schermi, torna alla natura!” Trascorrere del tempo all’aria aperta ha infiniti benefici per la salute fisica e mentale. Soprattutto per i piccoli e gli adolescenti, passare del tempo  lontano dagli schermi e in natura aiuta a migliorare la memoria, la concentrazione, la creatività e tiene lontano anche il rischio di patologie respiratorie, come asma e allergie, è la sfida delle 1000 ore all’aperto che tutti i genitori dovrebbero conoscere. Non un obiettivo qualunque, ma una e propria sfida, nata  da Ginny Yurich, una madre americana di 3 bambine e 2 bambiniun’idea semplice ma potente, trascorrere 1000 ore all’aria aperta in un anno. Ciò equivale a circa 2,75 ore al giorno, un obiettivo molto più alto di quanto la maggior parte delle persone pensi, soprattutto nel mondo odierno guidato dalla tecnologia. Uscire nella natura può sembrare una soluzione semplice, ma per molte persone, in particolare quelle che vivono nelle aree urbane, può essere difficile accedere alla natura.  I grandi Alberi apportano benefici fondamentali come la mitigazione delle temperature, l’assorbimento di anidride carbonica, la riduzione dell’inquinamento acustico e la promozione del benessere psicofisico degli abitanti, perciò i boschi e i parchi all’interno e nei dintorni delle città , coi loro grandi Alberi , sono essenziali per garantire che i benefici del tempo trascorso nella natura siano accessibili a tuttiDa decenni, i nostri territori sono progettati per e intorno all’auto; le città, che oggi ospitano oltre metà della popolazione mondiale e arriveranno al 70% entro il 2050, possono e devono essere trasformate in luoghi di benessere collettivo, mentre invece  la combinazione di aria inquinata, urbanizzazione intensiva e mancanza di aree verdi si è rivelata la più significativa nell’incrementare il rischio di malattie fisiche e mentali specie negli individui più vulnerabili come quelli in accrescimento. Fa bene crescere nel verde perchè la natura modella la mente dei bambini; il contatto con spazi verdi e ambienti all’aperto è fondamentale per lo sviluppo fisico, sociale, mentale ed emotivo specialmente dei più piccoli, il gioco libero all’aperto nei cortili tra il verde e gli Alberi sviluppa le “funzioni esecutive” dei bambini, ossia l’insieme delle abilità cognitive che regolano attenzione, autocontrollo e gestione delle emozioni. Le attività all’aria aperta influenzano anche le dinamiche familiari, contribuendo a ridurre lo stress e a favorire i legami. Vivere vicino al verde riduce il rischio di disturbi dello sviluppo neurologico nei bambini, vivere in prossimità di aree verdi nelle fasi preconcezionale, prenatale e nei primi anni di vita si associa ad un rischio inferiore di sviluppare difficoltà cognitive e psico-comportamentali come autismo e sindrome da  deficit di attenzione e iperattività. I benefici del verde della natura vengono sfruttati nei Giardini Terapeutici che sono integrati nei processi di cura : stimolare sensi e percezioni ,camminare a piedi nudi, toccare le cortecce, sentire il profumo delle erbe, osservare i colori dei fiori riduce lo stress, migliora l’umore, permette di ridurre la terapia farmacologica e aumenta l’aderenza alle cure.  Allo stesso modo le Prescrizioni Verdi  sono interventi clinici preventivi e terapeutici che integrano esperienze guidate e strutturate nella natura all’interno del percorso di cura. Gli spazi pubblici sono molto più che luoghi fisici ( Healthier Cities and Communities Through Public Spaces),  sono piattaforme essenziali per migliorare la qualità della vita, promuovere la salute e abbattere le disuguaglianze. La sfida maggiore è quella della educazione e della sensibilizzazione ecologica: ” Non si può proteggere ciò che non si conosce”, ecco perchè le persone che trascorrono del tempo nella natura da bambini sono più propense a prendersene cura da adulti. Gli spazi urbani devono essere ripensati in considerazione delle nuove condizioni legate al cambiamento climatico (ondate di calore, inondazioni…) Coinvolgere i bambini nel processo di progettazione della Città Sostenibile sarà essenziale per il successo dei progetti per rinaturalizzare gli spazi urbani, migliorare la resilienza di fronte al cambiamento climatico, favorire la biodiversità, migliorare la salute pubblica , ridurre la sedentarietà dei giovani; interessarsi ai bambini nella progettazione e nella gestione degli spazi pubblici si rivela un’ottima leva di trasformazione verso territori più sostenibili e inclusivi. Cittadini , genitori, insegnanti più sensibili e consapevoli dell’importanza di nascere, crescere e svilupparsi insieme alla Natura, devono essere accompagnati nella loro consapevolezza da altrettanti amministratori  capaci di utilizzare gli strumenti progettuali ed economici per raggiungere  traguardi di salute  e benessere fisici e mentali.

Poichè tanti studi clinici ormai consolidati affermano che bambini , ragazzi, adolescenti, chiusi dentro agli schermi di una vita social senza limiti, sono privati di una sana crescita , è obbligatorio chiudere i cancelli di questa prigionia che ruba l’infanzia , spengere questi schermi irreali e riportare bambini e ragazzi alle meravigle  della loro vita che vive solo fuori dagli schermi.

Fino a quando anche i medici pediatri non si renderanno conto che la salute dei bambini è interconnessa con la Natura e che è essenziale che ci crescano dentro, non si potranno considerare complete le loro conoscenze e le loro modalità terapeutiche:  si continuano a scrivere e a dettare regole per genitori ed educatori ma di mandare i bambini  a  correre , a inventarsi giochi fuori in libertà , a distendersi tra l’erba e rotolare nei prati e nei campi non se ne parla (https://sip.it/wp-content/uploads/2025/11/01_Il-Bambino-digitale_Le-7-P.pdf)