Nelle osservazioni alla VIII Commissione della Camera, i contributi di Mario Cirillo e Giovanni Ghirga chiedono maggiori garanzie per le popolazioni esposte, un riesame delle disposizioni sul manganese e interventi climatici coordinati sul territorio.
La riduzione delle esposizioni agli inquinanti e la protezione delle persone più vulnerabili devono essere criteri centrali per valutare l’efficacia delle politiche ambientali. È il filo conduttore delle osservazioni dell’Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia sul disegno di legge C. 3133, di conversione del decreto-legge 8 ottobre 2026, n. 177, dedicate alle istruttorie ambientali, ai rischi climatici, all’economia circolare e alle bonifiche.
Il documento, indirizzato alla Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera, raccoglie i contributi di Mario Cirillo e Giovanni Ghirga, componenti del Comitato scientifico di ISDE Italia. Le proposte si riferiscono al testo originario del decreto e richiamano la necessità di accompagnare la semplificazione amministrativa con competenze sanitarie, controlli e risultati verificabili.
Manganese: riesaminare la soppressione del parametro
Tra le richieste prioritarie figura il riesame della disposizione che elimina ferro e manganese dalla tabella delle concentrazioni soglia di contaminazione delle acque sotterranee. Il contributo di Ghirga si concentra sul manganese: un elemento essenziale che, a esposizioni eccessive, può avere effetti tossici, con particolare attenzione al sistema nervoso e alla vulnerabilità dei lattanti.
Il documento richiama il valore guida sanitario provvisorio dell’Organizzazione mondiale della sanità per il manganese nell’acqua potabile, pari a 80 microgrammi per litro, precisando che i valori per l’acqua potabile e le soglie utilizzate nelle bonifiche hanno funzioni diverse e non sono automaticamente intercambiabili.
ISDE propone quindi una valutazione tossicologica e idrogeologica documentata, con il coinvolgimento dell’Istituto superiore di sanità e dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. L’obiettivo è distinguere il fondo naturale dagli apporti antropici senza escludere preventivamente il metallo dalle verifiche: l’origine naturale può incidere sull’attribuzione delle responsabilità, ma non dimostra, da sola, l’assenza di un rischio sanitario.
Bonifiche e autorizzazioni: misurare la protezione della salute
Per le bonifiche, il documento chiede priorità fondate sulla pericolosità dei contaminanti, sulle esposizioni e sulla presenza di abitazioni, scuole e servizi per l’infanzia, considerando anche lo svantaggio sociale. Agli interventi dovrebbero essere associati cronoprogrammi pubblici, responsabilità definite e indicatori della riduzione delle esposizioni.
Il richiamo al sesto rapporto SENTIERI restituisce la dimensione del problema: nei 46 siti studiati sono stati stimati 8.342 decessi in eccesso nel periodo 2013–2017. Il contributo chiarisce che questo dato non equivale a una stima dei decessi tutti causalmente attribuibili all’inquinamento, ma descrive uno svantaggio sanitario che richiede prevenzione. Per la Terra dei fuochi viene proposta una sorveglianza sanitaria mirata, con restituzione pubblica dei risultati.
Nelle autorizzazioni integrate ambientali, ISDE chiede di rendere stabile il supporto sanitario, attraverso risorse continuative e competenze epidemiologiche e tossicologiche. Le valutazioni dovrebbero esplicitare le popolazioni esposte, gli esiti sanitari considerati e il modo in cui le evidenze orientano prescrizioni e controlli, prestando particolare attenzione a gravidanza, infanzia ed esposizioni multiple.
Adattamento climatico: verde urbano e coordinamento territoriale
Il contributo di Cirillo mette in discussione la definizione di eventi climatici e ambientali come “imprevedibili”: le conoscenze disponibili consentono già di individuare scenari di rischio sui quali impostare la prevenzione.
Un secondo punto riguarda la scala degli interventi. Alterazioni degli ecosistemi, specie aliene invasive e deterioramento delle acque superano spesso i confini comunali e richiedono risposte coordinate. Per gli interventi attuabili nelle città, le priorità indicate comprendono cura e incremento degli alberi, depavimentazione, suoli permeabili, superfici chiare e drenanti e manutenzione delle infrastrutture vulnerabili.
A queste misure si affiancano rifugi climatici gratuiti e sostegni al raffrescamento delle abitazioni delle persone meno abbienti, anche attraverso le Comunità energetiche rinnovabili e solidali. Il contributo sollecita inoltre iniziative sulla geoingegneria climatica, citando lo schiarimento delle nubi marine, e richiama il necessario raccordo con il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici.
Economia circolare e rischi combinati
Per terre e rocce da scavo, ISDE propone che le semplificazioni siano accompagnate dalla verifica della storia dei siti e degli indizi di contaminazione: il volume movimentato, da solo, non descrive la pericolosità dei materiali. Per il combustibile solido secondario utilizzato come combustibile viene richiesta una verifica comparativa delle emissioni e delle implicazioni per l’esposizione locale.
Il documento chiede infine di integrare le mappe del rischio idraulico e idrogeologico con quelle dei siti contaminati, delle discariche, dei depositi di sostanze pericolose e delle infrastrutture idropotabili. Prevenire i danni significa anche considerare la possibilità che un’alluvione mobilizzi contaminanti già presenti sul territorio.
La richiesta complessiva è di rendere accessibili ai cittadini lo stato degli interventi, i risultati dei monitoraggi e le motivazioni delle decisioni. La tempestività delle azioni ambientali, soprattutto durante l’infanzia, è parte integrante della prevenzione sanitaria.
