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Integrare politiche sanitarie, sociali e ambientali per vivere più anni in buona salute: al centro dell’incontro di Roma i determinanti della salute, la prevenzione primaria e l’approccio One Health.

Vivere più a lungo, conservando autonomia e qualità della vita, richiede un impegno che coinvolga l’intera società. È il messaggio emerso dal primo Forum Europeo per la Promozione della Salute Sistemica, svoltosi il 19 e 20 ottobre al Palazzo della Cancelleria di Roma e proseguito il 22 e 23 ottobre con due incontri online. Promosso dalla Fondazione Internazionale LUMEN ETS nell’ambito dell’Iniziativa Europea SALUS, con il patrocinio dell’Intergruppo parlamentare “Promozione della Salute Sistemica”, il Forum ha riunito oltre trenta relatori tra ricercatori, professionisti e rappresentanti delle istituzioni.

Dal confronto è emersa la proposta di affiancare alla diagnosi e alla cura un lavoro continuativo sui fattori che determinano la salute: alimentazione, movimento, relazioni, condizioni sociali e qualità dell’ambiente. Una prospettiva che chiama in causa, insieme ai servizi sanitari, la scuola, il mondo del lavoro e le politiche pubbliche, affinché le scelte salutari siano concretamente accessibili anche alle persone in condizioni di maggiore vulnerabilità.

Su questo terreno, Alberto Donzelli, medico esperto di sanità pubblica e presidente della Fondazione Allineare Sanità e Salute, ha richiamato la necessità di orientare gli incentivi economici del sistema sanitario verso la salute e la riduzione della disabilità. Sul piano istituzionale, la senatrice Elena Murelli ha sottolineato l’importanza di integrare la promozione della salute nelle politiche pubbliche, mentre il deputato Gianantonio Girelli ha posto l’accento sulla prevenzione primaria e sull’equità di accesso.

Il legame tra salute umana e ambiente ha attraversato numerosi interventi. Umberto Agrimi, dell’Istituto superiore di sanità, ha richiamato la prospettiva One Health, che riconosce l’interdipendenza tra salute delle persone, degli animali e degli ecosistemi. Franco Berrino, medico ed epidemiologo, ha invitato ad ampliare lo sguardo dalla cura dell’organismo alle relazioni con l’ecosistema, considerando le connessioni tra alimentazione, microbioma, biodiversità e condizioni ambientali.

Le esposizioni ambientali sono state affrontate nei contributi di Robert Barouki, medico e biochimico dell’Istituto nazionale francese della salute e della ricerca medica, e dell’immunologo Cezmi A. Akdis. Quest’ultimo ha illustrato la teoria della barriera epiteliale e il possibile ruolo di determinate sostanze nell’alterazione delle barriere protettive di pelle, apparato respiratorio e intestino. Altri interventi hanno approfondito le relazioni tra natura e benessere psicofisico e tra energia, cambiamento climatico e salute.

L’epidemiologo Holger Jens Schünemann ha affrontato l’integrazione della salute planetaria nelle linee guida sanitarie, indicando la necessità di tradurre queste conoscenze nelle decisioni e nelle pratiche di sanità pubblica. Alimentazione mediterranea, attività fisica e contrasto alla sedentarietà hanno completato il confronto sui fattori modificabili e sulle condizioni sociali che influenzano i comportamenti quotidiani.

Il Forum ha dedicato spazio anche alla collaborazione tra professioni sanitarie e figure impegnate nell’educazione alla salute, richiamando il rispetto delle rispettive competenze e la necessità di valutare sicurezza, efficacia ed esiti degli interventi.

L’obiettivo dell’Iniziativa SALUS è ora dare continuità al confronto attraverso un’alleanza europea tra ricerca, istituzioni, professionisti e società civile. Tra le proposte figura DataSALUS, una piattaforma di ricerca ancora in elaborazione, pensata per raccogliere dati sui diversi fattori che contribuiscono alla salute. Il percorso proseguirà il 5 dicembre 2026 con una nuova sessione online del Forum.