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Terreni contaminati, ecosistemi distrutti e conseguenze che attraversano le generazioni: il volume pubblicato dal Saggiatore racconta perché la tutela dell’ambiente deve entrare nel dibattito sulla pace.

Quanto dura una guerra? Il tempo necessario a rispondere cambia se, accanto alle operazioni militari, si considerano le condizioni dei territori che le popolazioni dovranno tornare ad abitare. È la prospettiva di Guerra e clima. L’ecocidio che distrugge la Terra, il libro nel quale la giornalista d’inchiesta Stefania Divertito esplora le conseguenze ambientali dei conflitti e le iniziative per affrontarle.

Il percorso attraversa luoghi ed epoche: Verdun, dove permane la contaminazione della Prima guerra mondiale; il Vietnam segnato dai defolianti; i territori devastati dei conflitti contemporanei. Il filo comune è la persistenza del danno: acqua, vegetazione e terreni conservano un’eredità che può condizionare la vita delle generazioni successive.

Il volume dedica attenzione ai suoli agricoli ucraini, compromessi da esplosioni, incendi e mezzi militari, e alle macerie di Gaza, nelle quali si mescolano materiali pericolosi e ordigni inesplosi. La distruzione investe così anche le risorse necessarie alla ripresa delle comunità.

Un’altra parte dell’inchiesta riguarda le emissioni: attività militari, incendi e ricostruzione contribuiscono all’impronta climatica dei conflitti. Divertito racconta il lavoro dei ricercatori che cercano di quantificarla, includendo il carbonio legato ai materiali necessari per ricostruire edifici e infrastrutture.

Documentare serve anche ad attribuire responsabilità. Il libro affronta il dibattito sul riconoscimento dell’ecocidio come crimine internazionale e le esperienze di raccolta delle prove attraverso immagini satellitari, testimonianze e ricerca scientifica.

Bonifiche, risarcimenti e prevenzione diventano quindi elementi essenziali per pensare il futuro dei territori colpiti. La domanda che questa prospettiva consegna al lettore riguarda il significato stesso della sicurezza: come garantirla se vengono compromesse le condizioni ambientali che rendono possibile vivere, coltivare e ricostruire una comunità?

Il libro sarà presentato mercoledì 28 ottobre, dalle 18 alle 20, alla Sala Comboniani di Padova, in via San Giovanni di Verdara 139, con possibilità di partecipare anche online via Zoom. L’incontro, intitolato “Impatti delle guerre sul cambiamento climatico”, si inserisce nel ciclo “Dialoghi sul clima” di Aequilibria. Dopo l’introduzione di Daniele Pernigotti, amministratore delegato di Aequilibria, Stefania Divertito presenterà il volume. Interverrà inoltre Lennard de Klerk, ricercatore indipendente olandese esperto di contabilizzazione delle emissioni climalteranti, con un contributo in lingua inglese dedicato ai gas serra prodotti dai conflitti armati e dalle attività militari.

Stefania Divertito, Guerra e clima. L’ecocidio che distrugge la Terra, il Saggiatore