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Il presidente della Società Italiana di Medicina Interna, Nicola Montano, intervistato da One Health Focus, richiama la necessità di riorganizzare l’assistenza sanitaria, rafforzare la prevenzione e garantire continuità delle cure tra ospedale e territorio. Al centro anche il problema dell’aderenza terapeutica e della comunicazione sanitaria.

La crescente presenza di pazienti anziani, fragili e affetti da più patologie croniche richiede un cambiamento nell’organizzazione dell’assistenza sanitaria italiana. Non basta aumentare la capacità di risposta degli ospedali: occorre riconoscere la complessità delle cure già garantite dai reparti di medicina interna, rafforzare i servizi territoriali e investire nella prevenzione, dalle vaccinazioni al contrasto dell’antibiotico-resistenza.

È il messaggio che emerge dall’intervista rilasciata dal professor Nicola Montano, presidente della Società Italiana di Medicina Interna (SIMI), a Giovanni Cioffi per One Health Focus, pubblicata il 27 ottobre 2026, a seguito del 127° Congresso nazionale della società scientifica, svoltosi a Rimini dal 2 al 4 ottobre. 

Medicina interna, servono più risorse e reparti semi-intensivi

Secondo Montano, la medicina interna rappresenta una componente fondamentale dell’assistenza ospedaliera, tanto che dai suoi reparti viene dimesso il 16% dei pazienti ricoverati in Italia. Una quota significativa di queste persone presenta condizioni cliniche complesse, che richiedono competenze multidisciplinari e livelli di assistenza elevati.

Per questo la SIMI propone di istituire unità di terapia semi-intensiva nei reparti di medicina interna, almeno negli ospedali maggiori, dotandole di personale medico e infermieristico adeguato. L’obiettivo è garantire un’assistenza proporzionata alla gravità dei pazienti, evitando il ricorso non necessario alle terapie intensive e migliorando la continuità delle cure.

Un altro problema riguarda il sovraffollamento dei pronto soccorso, aggravato dalla difficoltà di dimettere pazienti che hanno superato la fase acuta ma non dispongono di un’assistenza territoriale adeguata. Montano segnala che circa il 25% dei pazienti ricoverati nei reparti di medicina interna si trova in questa condizione, spesso per la mancanza di strutture intermedie, servizi domiciliari o soluzioni residenziali accessibili.

La risposta, secondo la SIMI, deve quindi comprendere una maggiore integrazione tra ospedali, medicina generale, ospedali di comunità e servizi sociosanitari.

Vaccinazioni e prevenzione cardiovascolare

Particolare attenzione viene dedicata alla prevenzione delle infezioni respiratorie nei pazienti fragili. Montano ricorda che l’influenza, pur avendo generalmente conseguenze limitate nelle persone sane, può provocare gravi riacutizzazioni nei pazienti con malattie cardiovascolari e respiratorie, aumentando il rischio di scompenso cardiaco, ischemia e mortalità.

Le vaccinazioni rappresentano quindi non soltanto uno strumento di prevenzione delle infezioni, ma anche una componente della protezione cardiovascolare. Il presidente SIMI richiama studi scientifici che hanno evidenziato benefici della vaccinazione antinfluenzale nei pazienti con patologie coronariche e negli anziani.

Una proposta concreta consiste nel trasformare i reparti ospedalieri in punti di offerta vaccinale, consentendo ai pazienti fragili di ricevere le vaccinazioni indicate durante il ricovero, senza dover necessariamente ricorrere successivamente a un centro vaccinale.

Aderenza terapeutica, un problema ancora sottovalutato

Un ulteriore elemento critico riguarda la difficoltà di seguire correttamente le terapie, soprattutto tra le persone anziane che assumono numerosi farmaci. Montano richiama il caso dell’ipertensione arteriosa, che interessa milioni di italiani, evidenziando come il raggiungimento degli obiettivi terapeutici sia ancora insufficiente.

La soluzione non consiste necessariamente nell’aggiungere nuovi medicinali, ma nel migliorare la comprensione delle cure, semplificare quando possibile gli schemi terapeutici e garantire controlli periodici.

L’impiego di formulazioni che combinano più principi attivi in un’unica compressa può favorire l’aderenza, ma resta fondamentale il rapporto continuativo tra paziente e professionisti sanitari. La carenza di medici e le difficoltà organizzative del sistema territoriale rischiano invece di lasciare senza adeguato monitoraggio proprio le persone più vulnerabili.

Antibiotico-resistenza, indispensabile un approccio One Health

Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda l’antibiotico-resistenza, definita da Montano una pandemia già in corso. La diffusione di batteri resistenti ai farmaci costituisce infatti una minaccia crescente per la salute pubblica, particolarmente grave per i pazienti anziani, immunodepressi o affetti da patologie croniche.

Il presidente SIMI sottolinea che il problema non può essere affrontato esclusivamente all’interno degli ospedali. È necessario adottare un approccio One Health, capace di integrare salute umana, animale e ambientale, intervenendo sull’uso degli antibiotici nella medicina umana, negli allevamenti e sulla diffusione di residui farmaceutici e microrganismi resistenti nell’ambiente.

Un ruolo centrale spetta alla riduzione delle prescrizioni inappropriate, soprattutto per le infezioni virali, contro le quali gli antibiotici sono inefficaci. Montano propone di rafforzare la disponibilità di test diagnostici rapidi nella medicina territoriale e di sviluppare programmi di antimicrobial stewardship, finalizzati a migliorare l’appropriatezza delle prescrizioni attraverso la collaborazione con gli specialisti in malattie infettive.

L’intervista richiama anche la necessità di intervenire sulla filiera zootecnica e sulle acque reflue, riconoscendo che la diffusione dell’antibiotico-resistenza dipende da processi che attraversano differenti comparti ambientali e sanitari. 

Informazione e fiducia dei cittadini

Per Montano, la qualità della comunicazione sanitaria è un elemento decisivo della prevenzione. L’esperienza della pandemia da COVID-19 ha mostrato quanto messaggi poco chiari possano alimentare disorientamento e sfiducia, compromettendo l’adesione alle misure di protezione.

La SIMI ha quindi avviato il portale SIMICURA, dedicato alla divulgazione di informazioni mediche validate dagli specialisti, con l’obiettivo di migliorare la conoscenza delle patologie e delle terapie da parte dei cittadini.

Nel complesso, dalle riflessioni del presidente SIMI emerge la necessità di un sistema sanitario capace di coniugare innovazione clinica, prevenzione e integrazione sociosanitaria. Un cambiamento particolarmente importante in un Paese caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione e dalla crescente diffusione delle malattie croniche, nel quale la tutela della salute richiede interventi che vadano oltre il singolo episodio di ricovero.

Fonte: One Health Focus – Intervista a Nicola Montano, 27 ottobre 2026.