Una petizione internazionale chiede alle Nazioni Unite e agli Stati membri di istituire una Giornata mondiale dedicata alle vittime dell’inquinamento atmosferico. L’obiettivo è dare visibilità a milioni di morti premature ogni anno e trasformare la memoria delle vittime in un richiamo all’azione per aria pulita, salute e giustizia ambientale.
L’inquinamento atmosferico continua a rappresentare una delle principali minacce ambientali per la salute, ma le sue vittime restano spesso invisibili nel dibattito pubblico. Da questa considerazione nasce la petizione “World Day for the Victims of Air Pollution / Giornata Mondiale Vittime Inquinamento Aria”, lanciata il 5 agosto 2026 su Change.org da Fausto Pagnotta, ricercatore in Storia del pensiero politico e Storia dei diritti umani presso l’Università di Parma.
L’iniziativa chiede alle Nazioni Unite e agli Stati membri di istituire ufficialmente una Giornata mondiale dedicata alle vittime dell’inquinamento dell’aria, con l’obiettivo di riconoscerne la perdita, onorarne la memoria e richiamare governi e cittadini alla responsabilità di ridurre l’esposizione agli inquinanti.
La petizione sottolinea come l’inquinamento colpisca in modo particolare bambini, anziani, donne in gravidanza, persone con patologie croniche, lavoratori all’aperto e gruppi socialmente più fragili. Il messaggio è quello di restituire visibilità a vite che, pur essendo legate a una delle principali cause di mortalità evitabile, raramente vengono riconosciute individualmente o ricordate pubblicamente.
Tra i dati richiamati dai promotori figurano 7 milioni di morti ogni anno nel mondo, circa 180.000 morti premature in Europa attribuite al PM2.5 e circa 43.000 in Italia. La petizione utilizza questi numeri per sostenere la necessità di trasformare un problema sanitario spesso percepito come astratto in una questione di memoria collettiva, giustizia e responsabilità politica.
Una Giornata mondiale, secondo i promotori, dovrebbe avere non soltanto un valore simbolico, ma anche una funzione concreta: promuovere campagne di sensibilizzazione, diffusione di dati aggiornati su qualità dell’aria e salute, iniziative educative, commemorazioni civiche, ricerca scientifica, progetti di mobilità sostenibile e strumenti di verifica delle politiche pubbliche.
L’appello è rivolto in particolare alle Nazioni Unite, affinché istituiscano la ricorrenza, ma anche alla Commissione europea e al Parlamento europeo, chiamati ad adottare una risoluzione ufficiale, e ai parlamenti nazionali, ai quali viene chiesto di sostenere iniziative analoghe.
Al 31 agosto 2026 la petizione aveva raccolto oltre 600 firme verificate, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere quota 1.000.
L’iniziativa richiama un punto centrale anche per la salute ambientale: l’inquinamento dell’aria non è soltanto una questione di concentrazioni, limiti normativi o medie annuali. Dietro i dati epidemiologici ci sono persone, famiglie e comunità. Dare un volto alle conseguenze dell’inquinamento può contribuire a rafforzare la consapevolezza pubblica e la richiesta di politiche più efficaci per la qualità dell’aria.
La petizione è disponibile qui: World Day for the Victims of Air Pollution – Change.org
