Nel 1990, a Cortona, in Toscana, un gruppo di medici e scienziati provenienti da Austria, Svizzera e Italia diede vita a un’idea allora pionieristica: creare una rete internazionale di medici impegnati nella tutela dell’ambiente come condizione essenziale per la salute umana. Così nacque la International Society of Doctors for the Environment (ISDE).
L’intuizione di quei fondatori si basava su una consapevolezza che oggi appare evidente ma che, allora, era rivoluzionaria: l’inquinamento, i pesticidi, i cambiamenti climatici e la contaminazione delle matrici ambientali rappresentano minacce dirette alla salute delle popolazioni, soprattutto dei bambini e delle comunità più vulnerabili.
Due anni dopo, nel 1992, la visione di ISDE ricevette un riconoscimento ufficiale durante l’Earth Summit di Rio de Janeiro, dove l’associazione venne accreditata come organizzazione non governativa capace di contribuire agli obiettivi dell’Agenda 21. Da quel momento ISDE iniziò a partecipare a consultazioni internazionali con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP).
Negli anni Novanta la rete si espanse in numerosi Paesi, dando vita a nuove sezioni nazionali e rafforzando la collaborazione con movimenti sanitari e ambientalisti. Il lavoro di advocacy si concentrò su temi cruciali come il nucleare, i pesticidi, gli inceneritori, l’inquinamento atmosferico e la salute dei bambini.
Tra il 2000 e il 2010 ISDE consolidò la propria identità scientifica: furono pubblicati position paper su questioni ambientali chiave e avviate collaborazioni con istituzioni internazionali quali la Commissione Europea, IPEN, HEAL e WHO. In questo periodo la rete promosse programmi di formazione per medici, ricerche epidemiologiche e campagne per la riduzione dei pesticidi e dei contaminanti organici persistenti.
Nel decennio successivo, 2010–2020, ISDE fece propria la prospettiva della “salute planetaria”, riconoscendo l’interdipendenza tra ambiente, salute umana e sistemi economici. Partecipò alle Conferenze ONU sul clima (COP), contribuì al dibattito sulle politiche climatiche europee e sostenne iniziative di moratoria sull’uso di pesticidi come il glifosato.
Dopo la pandemia, tra il 2020 e il 2025, l’associazione ha ampliato ulteriormente il proprio campo d’azione: One Health, Planetary Health, antimicrobico-resistenza, interferenti endocrini e plastica, educazione medica ambientale e giustizia climatica sono diventati i pilastri della sua azione. ISDE lavora oggi in stretta collaborazione con reti come Health Care Without Harm, HEAL ed EPHA, con un impegno sempre più trasversale tra ricerca, formazione e politiche pubbliche.
Nel 2025, alla vigilia del 35° anniversario internazionale, ISDE si presenta come una comunità multilingue, multidisciplinare e intergenerazionale, che continua a coniugare scienza, etica e impegno civico. I suoi valori fondanti – precauzione, prevenzione, equità, pace e opposizione al nucleare – restano più attuali che mai.
Come recita il suo motto:
“Tutti siamo responsabili per l’ambiente, i medici lo sono due volte.”
