VENAFRO – Palazzina Liberty gremita per l’incontro “Difendi la tua città” organizzato dall’associazione ‘Mamme per la salute‘ che ha visto la partecipazione del dottor Paolo Crosignani, epidemiologo e già direttore del Registro Tumori di Milano.
Si è svolto stamattina presso la Palazzina Liberty il convegno ambientale dal titolo “Difendi la tua città”, un evento organizzato dall’associazione ‘Mamme per la salute e l’ambiente ODV ETS’ in collaborazione con l’Ordine dei Medici di Isernia, l’Ordine degli Infermieri di Campobasso-Isernia, i Medici per l’Ambiente-ISDE che ha riunito esperti del settore, rappresentanti istituzionali e cittadini impegnati nella tutela dell’ambiente. L’iniziativa ha avuto l’obiettivo di sensibilizzare ulteriormente la comunità sulle sfide ecologiche che ormai da tempo attanagliano la piana di Venafro.
Uno dei momenti più attesi dell’incontro è stato l’intervento del dottor Paolo Crosignani, medico epidemiologo noto per il suo impegno nella ricerca degli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute pubblica. Crosignani ha diretto il Registro Tumori di Milano e ha contribuito in maniera emblematica allo studio dell’incidenza dei tumori nella popolazione.
L’attenzione ai dati scientifici e alla loro interpretazione è per Crosignani il fulcro dal quale partire e nella relazione presentata durante l’incontro di questa mattina egli ha infatti evidenziato come “i risultati che scaturiscono dagli studi epidemiologici devono essere presi in considerazione dando priorità alla salute delle persone e non all’incertezza dei dati” ciò vuol dire che “i dati vanno usati per prevenzione anche se non sono sicuri al novanta per cento”, in quanto aspettare un’assoluta certezza scientifica prima di agire significherebbe mettere a rischio la salute pubblica.
Secondo Crosignani di fondamentale importanza risulta essere anche la partecipazione attiva della comunità riferendosi con questo alla necessaria trasparenza in ordine all’accesso ai dati sulle malattie e sulla mortalità. Sempre secondo Crosignani “gli studi devono basarsi su un confronto tra popolazioni esposte e popolazioni non esposte alle fonti di inquinamento, provvedendo ad analizzare i ricoveri e gli effetti acuti dell’inquinamento. Purtroppo però i dati forniti dalle ASL spesso non sono nominativi e questo rende più difficile una corretta valutazione del rischio”. Ecco perché egli auspica una maggiore apertura da parte delle Autorità Sanitarie e anche dei cittadini per consentire ai ricercatori di poter disporre di informazioni più dettagliate e precise.
Nella relazione il dottor Crosignani ha presentato diversi studi che hanno interessato impianti installati in diverse parti della penisola. Tra questi uno dei più emblematici riguarda i cementifici, infatti in uno studio del 2012 condotto nei Comuni di Mazzano e Rezzato in provincia di Brescia si è evidenziato un aumento del novanta per cento delle malattie dei bambini particolarmente esposti alle emissioni del cementificio, una certezza scientifica che viene tuttavia sminuita “dal dibattito accademico che mette purtroppo in discussione questi dati perché ritenuti viziati a causa di variabili non considerate. Un atteggiamento pericoloso che porta a minimizzare gli effetti reali dell’inquinamento sulla salute”. Un’altra falsità diffusa, secondo Crosignani, è che “per valutare l’impatto di un impianto industriale serva una mappa di ricaduta delle emissioni sebbene queste si concentrino solo sugli ossidi di azoto, ignorando il particolato e altre sostanze nocive prodotte dagli impianti”.
Proseguendo nella sua relazione l’attenzione è stata poi rivolta agli inceneritori che a detta dell’epidemiologo rappresentano un ulteriore problema per la salute pubblica; il problema è anche dato dalle attuali linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità che “adottano criteri di valutazione tesi a sottostimare l’impatto sanitario degli impianti, considerando i singoli inquinanti separatamente invece di valutare il quadro complessivo”. Nell’esporre la sua relazione il dottor Crosignani ha poi citato una importantissima sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte pubblicata nel febbraio del 2023 e riguardante l’accesso ai dati sulla mortalità legati a studi epidemiologici. Una sentenza storica e rivoluzionaria allo stesso tempo secondo la quale chiunque risieda nei pressi di un impianto di incenerimento di rifiuti ha il diritto ad accedere ai dati relativi alla mortalità e la frequenza di malattie. La sentenza ha dunque riconosciuto i dati epidemiologici come “informazioni ambientali” a cui la Pubblica amministrazione deve consentire l’accesso.
Nelle sue conclusioni il dottor Crosignani ha poi sottolineato come la situazione della Piana di Venafro sia stata sì analizzata a suo tempo da un importante e positivo studio epidemiologico ma che tuttavia ha provveduto a mettere insieme le sorgenti inquinanti presenti sul territorio, ovvero il cementificio di Sesto Campano, l’inceneritore di Pozzilli e il traffico. Secondo l’epidemiologo, invece, per un’analisi più puntuale e diretta sarebbe opportuno distinguere le tre sorgenti analizzandole separatamente.
Federica Passarelli
Fonte: molisenetwork.net
