Il commento di Giovanni Ghirga (ISDE Italia) sull’accordo raggiunto dal Consiglio dell’Ambiente dell’Unione Europea
«Un buon compromesso», lo hanno definito alcuni governi, tra cui quello italiano. Ma secondo Giovanni Ghirga, medico di ISDE Italia – Medici per l’Ambiente, l’accordo raggiunto dal Consiglio dell’Ambiente dell’Unione Europea sul target climatico al 2040 rappresenta «una profonda e rischiosa dissonanza rispetto alla realtà scientifica ed economica».
Nel suo commento, Ghirga evidenzia come il negoziato di Bruxelles sia stato dominato da una logica miope: considerare la transizione climatica come un onere da ridurre, invece che come un investimento strategico.
«L’azione climatica non è un costo, ma l’investimento a più alto rendimento del XXI secolo», ricorda il medico ISDE, citando le evidenze economiche internazionali.
Costi reali e costi percepiti
Secondo i dati contenuti nel PNIEC 2024 e nelle analisi economiche di Agici Finanza d’Impresa, lo scenario di inerzia – il cosiddetto Business as Usual – comporterebbe una perdita netta di 137 miliardi di euro entro il 2050 e la mancata creazione di oltre 340.000 posti di lavoro.
Al contrario, la piena attuazione del piano di transizione energetica genererebbe benefici netti di pari entità, grazie al miglioramento della produttività, della qualità dell’aria e della salute pubblica.
«Il compromesso politico raggiunto – scrive Ghirga – non è un successo negoziale, ma la scelta consapevole di preferire una perdita certa a un investimento profittevole, solo perché quest’ultimo richiede uno sforzo iniziale».
La “flessibilità” che costa salute
Uno degli aspetti più critici dell’accordo è la flessibilità concessa agli Stati membri attraverso l’uso di crediti di carbonio internazionali.
«Questa misura consente di raggiungere gli obiettivi sulla carta – osserva Ghirga – senza ridurre realmente le emissioni interne».
Ogni volta che un Paese acquista crediti esteri, rinuncia ai co-benefici immediati derivanti da un’aria più pulita: secondo l’OCSE, tali benefici ammontano a 100–300 dollari pro capite l’anno nelle economie avanzate, grazie alla diminuzione di particolato (PM₂.₅) e biossido di azoto (NO₂).
Un debito climatico crescente
Ghirga richiama poi l’attenzione su un punto chiave spesso ignorato nei dibattiti politici: il tempo non è una variabile negoziabile.
«Ogni anno di ritardo – scrive – accumula un debito climatico esponenziale». Secondo gli studi pubblicati su Nature e dal World Bank, le emissioni già rilasciate comporteranno una perdita del 19% del reddito globale entro il 2050 e danni economici annuali pari a 38 trilioni di dollari.
Salute, economia e giustizia intergenerazionale
Per ISDE Italia, l’accordo UE 2040 riflette una sottovalutazione del rischio economico e sanitario. Le scelte attuali, spiega Ghirga, trasferiscono sui bilanci pubblici e sulle generazioni future un costo esorbitante ma già misurabile.
«Questo compromesso tutela gli interessi immediati del presente a discapito della sostenibilità economica e della salute del futuro. L’azione climatica è un dovere etico, non una variabile di bilancio», conclude.
Bibliografia
1. European Council. Environment Council Conclusions on the 2040 Climate Target. Brussels: European Council; 2025.
2. ANSA. Accordo Ue sul clima: tagli del 90% delle emissioni entro il 2040 ma con flessibilità. ANSA; 5 Nov 2025.
3. International Monetary Fund (IMF). Fiscal Policies for Climate Change Mitigation. Washington, DC: IMF; 2024.
4. Agici Finanza d’Impresa. PNIEC 2024: Scenario Analysis of Energy Transition Costs and Benefits. Milan: Agici; 2024.
5. United Nations Environment Programme (UNEP). Emissions Gap Report 2024. Nairobi: UNEP; 2024.
6. European Commission. EU Climate Law — Article 4: Monitoring, Reporting, and Flexibility Mechanisms.Brussels: EC; 2023.
7. OECD. Air Pollution and Economic Growth: Quantifying Co-benefits of Clean Air Policies. Paris: OECD; 2023.
8. IPCC. Climate Change 2023: Synthesis Report (AR6). Geneva: IPCC; 2023.
9. World Bank. Climate Economics and the Cost of Delay. Washington, DC: World Bank; 2024.
10. Kotz M, Wenz L, Kalkuhl M, et al. Economic impacts of global warming: A multi-model assessment. Nature.2024;628:45–52.
11. Alberti C. The Cost of Inaction: Analyzing the Economic Risks of Delayed Climate Action. San Francisco, CA: Climate Policy Initiative; 2024.
12. European Environment Agency (EEA). Economic Losses from Weather- and Climate-Related Extremes in Europe. Copenhagen: EEA; 2025.
