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Un primo risultato concreto arriva dalla mobilitazione della società civile per la difesa della sanità pubblica: nella Gazzetta Ufficiale del 28 aprile è stata annunciata la presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo “Disposizioni per rendere effettivo il diritto alla salute mediante il rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale e la valorizzazione del personale”.

L’iniziativa nasce nell’ambito dell’appello “Non possiamo restare in silenzio. La società civile per la sanità pubblica”, promosso da una vasta rete di associazioni – tra cui ISDE Italia -, tra cui realtà de La Via Maestra, la CGIL e numerosi soggetti impegnati nella tutela del diritto alla salute.

Una mobilitazione ampia e in crescita

Ad oggi sono circa cinquanta le organizzazioni che hanno aderito formalmente alla proposta, ma il percorso è ancora aperto. La campagna per la raccolta firme – sia cartacea che online – sarà lanciata il 15 e 16 maggio, con iniziative diffuse su tutto il territorio nazionale.

L’obiettivo non è solo raccogliere le firme necessarie, ma anche rilanciare un dibattito pubblico sulla sanità come priorità strategica per il Paese, evitando che le attuali difficoltà economiche e geopolitiche si traducano in nuovi tagli al sistema sanitario.

I contenuti della proposta

La proposta di legge punta a invertire il progressivo indebolimento del Servizio sanitario nazionale (SSN), riaffermando i principi costituzionali di universalità, equità e uguaglianza nell’accesso alle cure .

Tra i punti principali:

  • più risorse, con un finanziamento non inferiore al 7,5% del Prodotto interno lordo;
  • rafforzamento del personale, senza tetti di spesa e con assunzioni stabili;
  • sviluppo della sanità territoriale, con Case e Ospedali di comunità;
  • riduzione dei tempi di attesa, attraverso investimenti e presa in carico dei pazienti;
  • maggiore attenzione alla non autosufficienza, con potenziamento dell’assistenza domiciliare;
  • interventi su salute mentale, sicurezza sul lavoro, consultori e dipendenze.

La proposta sottolinea inoltre la necessità di un governo pubblico forte del sistema sanitario, limitando le esternalizzazioni e rafforzando la programmazione nazionale .

Il messaggio è chiaro: la tutela della salute non può essere subordinata ad altre priorità di spesa. La proposta di legge rappresenta un tentativo concreto di riportare al centro del dibattito pubblico il valore del Servizio sanitario nazionale come pilastro di coesione sociale e democrazia.