ISDE Italia fa parte della rete europea Health and Environment Alliance, che ha portato alla presidente della Commissione le richieste del mondo sanitario e ambientalista su sostanze chimiche, PFAS e pesticidi
La tutela della salute deve tornare al centro delle politiche ambientali dell’Unione europea. È il messaggio rivolto alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen da HEAL – Health and Environment Alliance, nel corso di un recente incontro con una delegazione del Green 10, la coalizione delle principali organizzazioni ambientaliste europee.
All’incontro ha partecipato Genon K. Jensen, direttrice esecutiva di HEAL, che ha invitato von der Leyen – ricordando anche la sua formazione medica – ad assumere una chiara leadership politica contro l’inquinamento chimico e a promuovere un vero e proprio “health reset”, un cambio di passo capace di rimettere la prevenzione e la salute pubblica al centro delle decisioni europee.
ISDE Italia – Associazione Medici per l’Ambiente fa parte di HEAL e partecipa così a una delle più importanti reti europee impegnate nel mettere in relazione ambiente e salute.
Che cos’è HEAL
La Health and Environment Alliance è una rete europea senza fini di lucro che riunisce organizzazioni sanitarie, associazioni di medici e professionisti della salute, gruppi di pazienti, ricercatori e realtà della società civile.
La sua attività è rivolta a far sì che le politiche europee in materia di ambiente, sostanze chimiche, energia, clima e produzione alimentare tengano conto delle evidenze scientifiche e delle conseguenze sulla salute umana. HEAL lavora in particolare per prevenire le malattie legate all’inquinamento e ridurre le esposizioni ambientali, dando voce anche alle comunità direttamente colpite.
La rete è inoltre una delle organizzazioni che compongono il Green 10, la coalizione che rappresenta, attraverso le proprie associazioni aderenti, oltre 50 milioni di cittadini nei Paesi membri e candidati all’Unione europea. HEAL ha appena concluso il proprio periodo di presidenza della coalizione.
Tre richieste alla Commissione europea
Nel suo intervento, Jensen ha indicato tre aree nelle quali la Commissione dovrebbe intervenire con urgenza.
La prima riguarda le sostanze chimiche pericolose. HEAL chiede di mantenere e applicare pienamente le disposizioni europee poste a protezione della salute, assicurando l’attuazione e il rispetto del regolamento REACH. La rete sollecita inoltre l’eliminazione progressiva degli interferenti endocrini prevista dalla tabella di marcia europea sulle restrizioni.
Il secondo punto è rappresentato dai PFAS, le sostanze perfluoroalchiliche estremamente persistenti, ormai diffuse nell’ambiente, nelle acque e negli organismi umani. Secondo HEAL, la Commissione deve sostenere una restrizione universale che comprenda sia gli impieghi nei prodotti di consumo sia quelli industriali.
Non sarebbe infatti possibile tracciare una distinzione netta tra i due ambiti, perché le emissioni derivanti dalle attività produttive finiscono per contaminare le comunità e l’ambiente. Le eventuali deroghe dovrebbero essere limitate nel tempo e concesse soltanto per utilizzi realmente essenziali, per i quali non siano ancora disponibili alternative.
La terza richiesta interessa i pesticidi. HEAL invita le istituzioni europee a non indebolire le attuali garanzie previste per l’autorizzazione delle sostanze e a conservare le procedure di rivalutazione periodica, indispensabili per integrare le nuove conoscenze scientifiche.
La preoccupazione riguarda in particolare le modifiche discusse nell’ambito dell’“Omnibus” sulla sicurezza alimentare e dei mangimi, che potrebbero ridurre la capacità dell’Unione europea di riesaminare con regolarità i rischi sanitari e ambientali delle sostanze già autorizzate.
Un dialogo con medici, pazienti e comunità colpite
Come primo passo verso il richiesto cambio di rotta, HEAL ha proposto alla presidente von der Leyen di convocare un confronto politico di alto livello con medici, associazioni di pazienti, organizzazioni della società civile e comunità direttamente esposte alla contaminazione da PFAS e pesticidi.
L’obiettivo è portare nelle sedi decisionali non soltanto i dati scientifici, ma anche le esperienze delle persone che subiscono concretamente gli effetti sanitari, sociali ed economici dell’inquinamento chimico.
Le richieste di HEAL sono state inserite anche nel documento presentato dal Green 10 alla presidente della Commissione europea. La coalizione sottolinea come la maggioranza dei cittadini europei chieda azioni più incisive contro la crisi climatica, tenga alla protezione dell’ambiente e sia preoccupata per gli effetti dell’inquinamento sulla salute.
Il messaggio rivolto alla Commissione è chiaro: proteggere le persone e proteggere l’ambiente sono due obiettivi inseparabili. Ridurre l’esposizione a sostanze chimiche pericolose, PFAS e pesticidi non costituisce soltanto una scelta ambientale, ma una misura fondamentale di prevenzione sanitaria e di giustizia sociale.
