Il Lancet Countdown China Report 2025, pubblicato su The Lancet Public Health, documenta un quadro chiaro: gli impatti sanitari della crisi climatica in Cina stanno accelerando, e solo un rafforzamento dell’azione locale — soprattutto a livello urbano — potrà contenere rischi, costi e iniquità.
Il rapporto, elaborato da oltre 50 istituzioni accademiche cinesi e internazionali, evidenzia come le città rappresentino allo stesso tempo i luoghi più vulnerabili e gli snodi cruciali per l’azione climatica, grazie alla loro capacità di innovare su pianificazione, monitoraggio, trasporti, energia e sanità pubblica.
Caldo estremo, alluvioni, siccità: esposizioni in rapido aumento
Le analisi riportate nel documento mostrano che la Cina sta fronteggiando una crescita senza precedenti dei rischi climatici sanitari.

Nella Figura 2, che raccoglie i trend delle principali esposizioni climatiche a livello municipale, emergono:
- Aumento delle ondate di calore, con differenze significative tra le 366 città analizzate.
- Crescita dei giorni di caldo umido che incrementano lo stress fisiologico.
- Incrementi di esposizione a eventi meteorologici estremi, tra cui siccità, precipitazioni estreme e alluvioni.
- Maggiore rischio di diarrea infettiva da piogge estreme, dovuto a contaminazioni idriche e condizioni favorevoli alla proliferazione microbica.
Il rapporto sottolinea che questi trend, rispetto ai periodi 1986–2005 e 2020–2024, configurano un peggioramento significativo.
Piani di adattamento sanitario: progressi, ma ancora insufficienti
Le città mostrano segnali di avanzamento, ma il ritmo non è ancora adeguato alla portata della crisi.
Programmazione e valutazione
Tra le 30 province cinesi:
- il 50% ha sviluppato piani di valutazione degli impatti sanitari del clima;
- il 40% ha predisposto analisi di vulnerabilità;
- solo il 26,7% ha piani di adattamento completi.
Gli ostacoli principali sono:
- insufficienza di finanziamenti,
- carenza di dati granulari,
- debolezza della sorveglianza locale.
Allerta precoce: un sistema in rapida espansione
Il rapporto indica importanti progressi nei sistemi di allerta precoce sanitari:
- nel 2024 gli alert sanitari hanno raggiunto 587,97 milioni di persone, con un incremento del 203%;
- canali principali: siti ufficiali dei CDC locali, app mobili e account WeChat;
- miglioramenti nella capacità di risposta delle province, con un aumento del 4,4% nel punteggio complessivo.
L’introduzione del primo Piano Nazionale di Adattamento Sanitario (HNAP) ha spinto molte province a elaborare piani locali più dettagliati e basati su evidenze.
Inquinamento atmosferico: costi sanitari ancora elevati, ma in diminuzione
Il rapporto dedica un’ampia sezione alle ricadute sanitarie ed economiche dell’esposizione al PM2.5:
- 7,3 miliardi di dollari i costi economici delle morti premature nel 2022 (0,046% del PIL).
- Riduzione dell’8,08% rispetto al 2015, grazie alle politiche di controllo dell’aria.
- Le province più colpite, in rapporto al PIL, sono Hebei, Xinjiang, Henan.
- Tra le municipalità, Chongqing e Tianjin mostrano costi più elevati rispetto a Beijing e Shanghai, ma tutte seguono un trend discendente.
Il miglioramento è rilevante, ma il rapporto evidenzia che i benefici delle politiche anti-smog rischiano di essere vanificati dall’aumento delle esposizioni climatiche.
Decarbonizzazione urbana: la chiave dell’azione sinergica
Il rapporto insiste sulla necessità di un’azione coordinata tra:
- energia pulita nelle abitazioni (accelerazione delle alternative pulite con benefici sanitari diretti);
- trasporti sostenibili e mobilità elettrica;
- edifici resilienti al caldo;
- reti di monitoraggio integrate;
- salute pubblica territoriale potenziata.
L’approccio è definito come “sinergico”, perché affronta simultaneamente mitigazione, adattamento e riduzione delle disuguaglianze.
Conclusione: la salute come indicatore dell’azione climatica
Il China Countdown 2025 offre un messaggio chiaro:
senza una forte leadership urbana e sanitaria, gli impatti del clima continueranno a crescere più velocemente delle capacità di risposta.
La Cina ha compiuto progressi significativi, soprattutto nell’allerta precoce e nella riduzione del PM2.5. Tuttavia, il rapido aumento dei rischi climatici — ondate di calore, precipitazioni estreme, malattie trasmesse dall’acqua — richiede un’accelerazione della transizione energetica e dell’adattamento sanitario, con investimenti costanti e maggiore integrazione tra ministeri, governi locali e sistema sanitario di base.
Per ISDE, questo rapporto ribadisce la necessità di mettere la salute al centro delle politiche climatiche e di promuovere, anche in Italia, una collaborazione più stretta tra enti sanitari, ARPA, protezione civile e amministrazioni urbane.
