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Diciassette società scientifiche e associazioni mediche, tra cui ISDE Italia, hanno inviato oggi, 31 agosto 2026, una lettera al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, e per conoscenza al Ministro della Salute Orazio Schillaci e alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, chiedendo all’Italia di recepire nei tempi previsti la nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria e di non ricorrere alle possibilità di deroga previste dalla normativa.

Al centro dell’iniziativa c’è la Direttiva europea 2024/2881 sulla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa, che introduce valori limite più rigorosi per i principali inquinanti atmosferici e punta a un progressivo avvicinamento ai livelli indicati dalle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Nella lettera le organizzazioni ricordano che l’inquinamento atmosferico rappresenta il principale rischio ambientale per la salute in Europa, con oltre 300 mila decessi attribuibili ogni anno, e sottolineano come l’Italia sia tra i Paesi maggiormente interessati, con circa 70 mila morti l’anno attribuibili all’esposizione all’inquinamento atmosferico.

I miglioramenti non sono ancora sufficienti

Secondo le società scientifiche e le associazioni firmatarie, i dati raccolti negli ultimi anni dalle centraline ARPA e APPA mostrano un progressivo miglioramento della qualità dell’aria, ma con un ritmo ancora insufficiente per garantire il rispetto dei nuovi valori previsti dalla direttiva europea senza l’introduzione di politiche più incisive.

Un quadro confermato anche dai dati relativi ai primi sei mesi del 2026 del progetto Cambiamo aria. Salute e inquinamento atmosferico nelle città italiane, realizzato da ISDE Italia insieme all’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile di Kyoto Club e a Clean Cities Campaign.

La lettera sottolinea come in numerose città italiane, già nella prima metà dell’anno, il numero di giornate caratterizzate da concentrazioni di inquinanti superiori alle soglie di riferimento, in particolare per il particolato, abbia quasi raggiunto il numero massimo consentito nell’intero anno.

Preoccupazione per le recenti scelte del Governo

Le organizzazioni esprimono inoltre preoccupazione per alcune recenti iniziative nazionali ed europee.

Nella lettera viene richiamata la riduzione delle risorse destinate al finanziamento di strategie specifiche per il miglioramento della qualità dell’aria nella Pianura Padana, una delle aree europee maggiormente interessate dall’inquinamento atmosferico.

Viene inoltre ricordata la proposta italiana, presentata il 17 marzo, per una revisione dei target europei relativi alle emissioni delle automobili e per una maggiore flessibilità delle scadenze, con una possibile proroga di cinque anni, fino al 2032.

Secondo i firmatari, queste scelte rischiano di rendere più difficile il raggiungimento degli obiettivi europei sulla qualità dell’aria.

«Recepire la direttiva entro l’11 dicembre 2026»

La richiesta rivolta al Governo è quindi molto chiara: recepire la Direttiva 2024/2881 entro l’11 dicembre 2026 e non chiedere deroghe.

Le associazioni ricordano che le possibilità di proroga previste dalla normativa europea non sarebbero comunque generalizzate, ma potrebbero riguardare soltanto specifiche zone. Chiedono invece allo Stato italiano di iniziare immediatamente a predisporre e attuare politiche e progetti capaci di consentire il raggiungimento dei nuovi standard di qualità dell’aria.

Il punto centrale della lettera è il rapporto diretto tra prevenzione ambientale e tutela della salute.

«L’inquinamento atmosferico è un fattore di rischio evitabile ed è quindi un dovere primario dello Stato abbatterlo tutelando la salute».

Un richiamo che le organizzazioni collegano esplicitamente all’articolo 32 della Costituzione, che riconosce la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività.

Le organizzazioni firmatarie

La lettera è sottoscritta dai presidenti di 17 società scientifiche e associazioni mediche:

Associazione Culturale Pediatri (ACP), Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI), Associazione Italiana di Epidemiologia (AIE), Associazione Medici Endocrinologi (AME), Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia, Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI), Società Italiana della Riproduzione Umana (SIRU), Società Italiana di Aerobiologia Medicina e Ambiente (SIAMA), Società Italiana di Diabetologia (SID), Società Italiana di Endocrinologia (SIE), Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), Società Italiana di Pediatria (SIP), Società Italiana di Pneumologia (SIP), Società Italiana di Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (SIPNEI), Società Italiana di Reumatologia (SIR) e Società Italiana per la Bioetica e i Comitati Etici (SIBCE).

L’iniziativa rilancia così, a pochi mesi dalla scadenza per il recepimento della direttiva, la richiesta del mondo medico e scientifico di considerare il miglioramento della qualità dell’aria non soltanto come un obbligo ambientale europeo, ma come una priorità di prevenzione sanitaria e di tutela della salute pubblica.