Nella terza sessione del Congresso ISDE, dedicata alle pratiche cliniche innovative nella prospettiva della Salute Planetaria, un contributo centrale è stato quello di Pierangela Fiammetta Piras, referente del Gruppo di Lavoro ISDE sulle Prescrizioni Verdi, e dell’ecologa Alice Stocco dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. La relazione ha presentato risultati e implicazioni di un lavoro pionieristico che sta ridefinendo il ruolo della natura nei percorsi di cura.
Una terapia personalizzata che integra la natura nel percorso clinico
Le Prescrizioni Verdi (PV) sono interventi clinici preventivi e terapeutici che integrano esperienze guidate e strutturate nella natura all’interno del percorso di cura. Non semplici consigli a “passare più tempo all’aria aperta”, ma veri atti terapeutici, con obiettivi definiti, indicazioni personalizzate e monitoraggio, efficaci nel trattamento di molte condizioni croniche, nel migliorare il benessere psicologico e nel favorire cambiamenti comportamentali stabili.
In Italia oltre il 40% della popolazione convive con patologie croniche e complesse: un dato che rende urgente l’adozione di interventi multidimensionali, capaci di agire su più piani – clinico, sociale, ambientale. Le Prescrizioni Verdi rispondono a questa sfida, ma richiedono reti territoriali solide, competenze interdisciplinari e risorse adeguate.
Un protocollo clinico sperimentato sul campo
Il Gruppo di Lavoro ISDE per le Prescrizioni Verdi ha sviluppato il primo protocollo clinico italiano basato su PV, integrato da un metodo di mappatura ecologica delle aree dove si svolge l’intervento. Il protocollo è stato testato in uno studio pilota di nove mesi, condotto su pazienti con condizioni croniche complesse.
I risultati sono notevoli:
- riduzione significativa dell’intensità dei sintomi;
- fino all’85% di unità posologiche in meno assunte settimanalmente rispetto al periodo precedente la terapia;
- miglioramenti psicologici e una qualità della vita percepita più alta e stabile nel tempo.
Quando l’ecosistema diventa parte della cura
Un aspetto innovativo dello studio riguarda la tutela e la valutazione dell’ecosistema in cui si svolgono le attività terapeutiche. Per la prima volta, le Prescrizioni Verdi sono state integrate con un sistema di monitoraggio ecologicoispirato alla prospettiva della Salute Planetaria.
Gli autori hanno utilizzato un nuovo indice ecologico che descrive la complessità delle “patch” naturali in base a diversità, struttura fisica e stato della vegetazione. L’analisi ha mostrato che:
- una maggiore complessità ecologica si associa a una riduzione più marcata e stabile dei sintomi;
- la relazione tra complessità dell’ecosistema e beneficio clinico è non lineare, e richiede nuovi strumenti di analisi capaci di cogliere la natura dinamica degli ecosistemi e degli esseri umani.
Questa complessità, sottolineano Piras e Stocco, non è un limite: è un’opportunità per costruire interventi più precisi, rispettosi dei territori e sostenibili per l’ambiente.
Una proposta accolta con favore dai medici
Il protocollo è stato accolto positivamente dai clinici coinvolti, che hanno riconosciuto il valore di un approccio operativo chiaro e strutturato. Le Prescrizioni Verdi, in questa forma, diventano parte integrante della medicina del territorio e dei percorsi di gestione delle cronicità, integrando salute, inclusione sociale e tutela degli ecosistemi.
La ricerca – evidenziata oggi al Congresso – apre nuovi scenari per la pratica medica: un modo di curare che protegge la salute e la natura allo stesso tempo, riconoscendo il ruolo terapeutico degli ecosistemi e la necessità di salvaguardarne la complessità.
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