La Fondazione Marevivo denuncia con forza il fallimento della recente conferenza ONU di Ginevra, convocata per avviare un trattato globale sulla plastica. Nonostante la presenza di 184 Paesi, l’opposizione di una decina di nazioni – tra cui Stati Uniti, Cina, India, Russia, Arabia Saudita e Brasile – ha bloccato l’accordo, compromettendo una svolta storica per il futuro del pianeta.
Marevivo sottolinea l’assordante silenzio dei media e della politica di fronte a un’emergenza che investe la salute pubblica e l’ambiente: micro e nanoplastiche sono ormai state rilevate nel sangue, nella placenta, nel latte materno, nelle arterie e perfino nel liquido seminale, con possibili legami a malattie gravi come ictus, infertilità, obesità e disturbi neurologici. Studi scientifici, come quelli condotti dall’Università di Catania, documentano effetti devastanti anche sugli ecosistemi marini.
Nonostante l’impegno decennale di Marevivo, che ha contribuito all’approvazione della legge “SalvaMare”, la norma resta inattuata da tre anni, costringendo i pescatori a ributtare in mare la plastica raccolta. Una follia normativa che vanifica uno strumento potenzialmente risolutivo.
La Fondazione richiama l’allarme del Segretario generale ONU António Guterres, che parla di rischio di “suicidio collettivo” se non si cambia rotta, e chiede a media, politica e società civile di rompere l’indifferenza e trattare la crisi da plastica per ciò che realmente è: una minaccia esistenziale per la salute e per le generazioni future.
