Skip to main content

Sono 138 le organizzazioni della società civile, scientifiche, del settore idrico e agricolo che hanno inviato una lettera aperta alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, chiedendo di applicare con rigore la legislazione europea sui pesticidi. Tra i firmatari anche ISDE – Medici per l’Ambiente.

L’appello nasce dopo la consultazione pubblica sul pacchetto “Food and Feed Safety simplification omnibus”, a cui hanno risposto oltre 6.400 cittadini europei, per oltre il 90% contrari all’indebolimento delle norme di tutela. Le organizzazioni denunciano una scarsa applicazione delle leggi vigenti: pesticidi pericolosi restano in commercio per anni, le deroghe si moltiplicano e le valutazioni di rischio vengono rinviate, con gravi effetti su salute, acque e biodiversità.

Il documento critica le proposte di semplificazione che amplierebbero le esenzioni per i pesticidi altamente tossiciprolungherebbero i periodi di transizione per le sostanze vietate e indebolirebbero i limiti temporali delle autorizzazioni.

Come ricordano i promotori di PAN Europe, le normative comunitarie – il Regolamento 1107/2009 e la Direttiva 2009/128/CE – restano lontane dai loro obiettivi di protezione di cittadini e ambiente. “La Commissione dovrebbe chiudere le scappatoie, non aprirne di nuove”, afferma Salomé Roynel, policy officer di PAN Europe.

Secondo le evidenze scientifiche citate, l’esposizione diffusa a miscele di pesticidi interessa aria, acqua, suolo, alimenti, animali e persone, con conseguenze documentate su tumori, patologie neurodegenerative e crollo della biodiversità, in particolare degli insetti impollinatori.

Le associazioni firmatarie – tra cui ISDE – chiedono alla Commissione europea di ascoltare la scienza e i cittadini, che da anni reclamano una transizione verso modelli agricoli privi di sostanze tossiche e più sani per le persone e per l’ambiente.

La lettera integrale