Nei giorni scorsi sulal stampa è emersol’ Allarme smog: superati i limiti di biossido di azoto, la Regione convoca il Comune e Le misure previste dal Comune per ridurre le emissioni di NO₂; in entrambi gli articoli si faceva riferimento ai superamenti del limite di legge nel 2024 per la stazione di monitoraggio PA-Di Biasi che si trova in Viale della Regione Siciliana, classificata come “stazione di traffico” e cioè nella quale “il livello di inquinamento è influenzato prevalentemente da emissioni da traffico proveniente da strade limitrofe con intensità di traffico medio alta”. La fonte delle notizie di stampa è costituita dalla Relazione annuale di ARPA Sicilia relativa ai dati 2024.
I dati più recenti sull’inquinamento atmosferico a Palermo confermano una situazione preoccupante per la qualità dell’aria e per la salute pubblica.
Secondo le elaborazioni dell’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile (Kyoto Club, Clean Cities Campaign, ISDE Italia) basate sui dati ARPA Sicilia, la stazione di monitoraggio “PA-Di Blasi” – situata lungo viale della Regione Siciliana, una delle arterie più trafficate della città – ha registrato a fine ottobre 2025 una media annua di 48 µg/m³ di biossido di azoto (NO₂), superando nettamente il limite di 40 µg/m³ previsto dalla normativa in vigore e oltre tre volte i valori raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (15 µg/m³).
I superamenti del limite giornaliero di 50 µg/m³ fissato dalla nuova Direttiva Europea 2881/2024 sono stati 127 nei primi dieci mesi del 2025, contro i 18 consentiti.
Le principali fonti emissive sono il traffico stradale (61,7%) e le attività marittime (30,2%), con un peso predominante di automobili e veicoli pesanti, come evidenziato dall’Inventario Regionale delle Emissioni in Atmosfera.
L’esposizione al biossido di azoto comporta gravi effetti sulla salute, in particolare su bambini, anziani e persone con patologie respiratorie o cardiovascolari. Irritazione delle vie aeree, aumento dei ricoveri per asma e bronchiti, peggioramento della funzione polmonare e incremento della mortalità per cause cardiopolmonari sono conseguenze scientificamente documentate anche a livelli inferiori ai limiti di legge.
Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente, nel 2022 il NO₂ è stato responsabile a Palermo di circa 140 morti premature, pari a 27 decessi ogni 100.000 abitanti.
“Questi dati dimostrano che la salute dei cittadini palermitani è oggi minacciata da un inquinamento atmosferico persistente”, sottolinea ISDE Italia. “È urgente agire con decisione per ridurre le emissioni del traffico, elettrificare i trasporti pubblici e regolamentare le attività portuali. Ogni microgrammo in meno significa vite salvate”.
