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Una lezione della dottoressa Antonella Litta, nell’ambito della II edizione della Giornata sull’Educazione Scientifica, svoltasi a Roma il 17 marzo 2026

Il 17 marzo 2026 a Roma, nella preziosa cornice della Biblioteca dell’Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL, si è tenuta la II edizione della Giornata sull’Educazione Scientifica.

L’incontro è stato organizzato dalla Associazione  nazionale degli insegnanti di Scienze Naturali – ANISN Sezione  del Lazio (http://www.anisn.it/nuovosito/)

L’incontro di formazione focalizzato sul tema dell’approccio One Health ovvero una sola salute 

( quella della specie umana, di tutte le specie viventi e del pianeta),  è inserito nel più ampio progetto, della durata  triennale, iniziato nel 2025, finalizzato a promuovere e sostenere l’importanza di una cittadinanza scientifica che si sviluppi, nell’arco dell’intero percorso scolastico, ad integrazione anche dell’educazione civica.

La dottoressa Antonella Litta referente dell’ISDE , su invito  dell’ANISN ha tenuto la relazione sul tema “One Health: salute umana delle attuali e future generazioni”

Di seguito una breve sintesi dell’intervento tenuto dalla dottoressa Litta.

“Le acquisizioni ormai pluridecennali in campo biologico, medico e della fisica quantistica – rivelano la profonda interconnessione tra tutti gli esseri viventi, la biosfera e il pianeta.

Non si può più considerare la salute della specie umana separata da quella degli ecosistemi perché pianeta e specie umana condividono lo stesso destino.

La salute umana quindi può essere assicurata solo dal benessere di tutte le specie viventi, dalla non contaminazione/disinquinamento della biosfera (aria, acqua, suolo, cibo), dal mantenimento di temperature climatiche almeno entro i limiti indicati dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), dalla riduzione dello sfruttamento e dissipazione delle risorse della Terra e da condizioni di pace in ogni suo luogo.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità-OMS informa che ogni anno sono milioni, oltre dieci, le morti premature a livello globale attribuibili all’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo, alle esposizioni chimiche, all’inquinamento acustico e luminoso e ai cambiamenti climatici.

Ricerche scientifiche e studi sempre più numerosi confermano, ormai da decenni, che le cosiddette malattie croniche non trasmissibili, in particolare le malattie cardiovascolari, oncologiche, dismetaboliche, neurodegenerative, autoimmuni, allergie, obesità, malattie della salute riproduttiva e del neurosviluppo, sono in gran parte correlate all’inquinamento ambientale e ai cambiamenti climatici.

Anche l’alimentazione rientra tra gli aspetti ambientali che più influenzano la salute.  Cibi contaminati da pesticidi, microplastiche e da sostanze perfluoroalchiliche- Pfas, come anche le diete ricche di carne, grassi, zuccheri e sale aumentano il rischio di molte patologie croniche non trasmissibili.

Questo lo scenario sanitario internazionale e nazionale a cui si aggiunge il fatto che circa il 70% delle malattie infettive emergenti presenta uno specifico carattere zoonotico ovvero si trasmette dagli animali all’uomo o trova negli animali un serbatoio naturale.

Le cause di questo incremento sono anch’esse da ricercare nelle alterazioni degli ecosistemi naturali. La frammentazione/distruzione degli habitat dovuta all’antropizzazione porta infatti alcune specie selvatiche ad entrare sempre più in stretto contatto con il nostro ambiente di vita e con gli animali d’allevamento, aumentando così la probabilità di scambio e ricombinazione genetica di agenti infettivi che può anche innescare nuove e future pandemie.

Riconoscere di conseguenza che la salute degli esseri umani, degli animali domestici e selvatici, delle piante e dell’ambiente in generale sono strettamente collegate e interdipendenti richiede necessariamente un approccio multidisciplinare e scelte politico-economiche e sociali che portino ad una netta riduzione dell’esposizione a fonti di inquinamento, per una concreta prevenzione primaria e tutela della salute delle attuali e future generazioni umane.”