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L’Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato nuovi profili nazionali interattivi sulle disuguaglianze di salute, pensati per aiutare i Paesi a monitorare i progressi verso una maggiore equità sanitaria. Lo strumento, disponibile per 195 Paesi, aree e territori, raccoglie dati disaggregati e consente di osservare come condizioni di salute, accesso alle cure e determinanti sociali cambino tra gruppi diversi della popolazione.

I nuovi Health Inequality Country Profiles si inseriscono nel quadro del Quattordicesimo programma generale di lavoro dell’Organizzazione mondiale della sanità 2025-2028, la strategia globale che punta a promuovere, garantire e proteggere salute e benessere per tutte le persone, rafforzando al tempo stesso equità e resilienza dei sistemi sanitari.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, dei 84 indicatori di risultato previsti dal programma, 67 possono essere disaggregati secondo dimensioni di disuguaglianza come età, sesso, condizione economica, livello di istruzione e luogo di residenza. I profili nazionali includono informazioni su 45 indicatori, o indicatori proxy, oltre a un indicatore generale rappresentato dall’aspettativa di vita in buona salute.

I temi coperti sono ampi: copertura sanitaria universale, malattie non trasmissibili e trasmissibili, salute riproduttiva, materna, neonatale, infantile e adolescenziale, emergenze sanitarie e determinanti della salute. L’obiettivo è rendere più visibili le differenze che spesso restano nascoste dietro le medie nazionali: un Paese può infatti mostrare buoni risultati complessivi, ma mantenere forti divari tra aree urbane e rurali, tra persone con diverso livello di reddito o istruzione, tra uomini e donne o tra fasce di età.

I profili utilizzano dati provenienti da 11 fonti pubbliche raccolte nel WHO Health Inequality Data Repository e offrono una fotografia della situazione più recente, insieme all’evoluzione delle disuguaglianze nel tempo. I grafici interattivi permettono di confrontare sottogruppi di popolazione e di individuare dove siano necessari interventi mirati.

Per l’Organizzazione mondiale della sanità, la disponibilità di dati disaggregati è un passaggio decisivo: senza misurare le differenze interne ai Paesi, è difficile capire chi resta indietro e dove orientare politiche, risorse e prevenzione. I profili, inoltre, mettono in evidenza anche le lacune informative, mostrando dove mancano dati pubblici adeguati per valutare le disuguaglianze di salute.

Il nuovo strumento può essere consultato online, anche da dispositivi mobili, e consente agli utenti di personalizzare grafici e visualizzazioni. I dataset completi dei singoli Paesi sono scaricabili per ulteriori analisi e sono accompagnati da note tecniche e metadati. L’Organizzazione mondiale della sanità prevede un aggiornamento annuale dei profili.

La pubblicazione dei profili rappresenta un richiamo importante anche per l’Europa e per l’Italia: la salute non dipende solo dalla qualità dei servizi sanitari, ma anche dalle condizioni sociali, economiche, ambientali e territoriali in cui le persone vivono. Rendere visibili queste differenze significa rafforzare la capacità dei sistemi pubblici di prevenire le malattie, ridurre le barriere di accesso alle cure e orientare le politiche verso i gruppi più vulnerabili.

In un contesto segnato da crisi climatica, invecchiamento della popolazione, migrazioni, disuguaglianze economiche e nuove emergenze sanitarie, l’equità diventa una condizione essenziale per la salute pubblica. I nuovi profili dell’Organizzazione mondiale della sanità offrono quindi uno strumento utile non solo per descrivere le disuguaglianze, ma per trasformarle in priorità politiche e sanitarie misurabili.

https://www.who.int/data/inequality-monitor/data/country_profiles