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L’Italia è il Paese europeo con il maggior livello di emissioni di CO₂ generate da navi e traghetti sulle rotte di collegamento marittimo. A denunciarlo è la rete Facciamo Respirare il Mediterraneo, insieme all’associazione Cittadini per l’aria, che chiede all’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) di introdurre criteri ambientali stringenti nei nuovi contratti di servizio per la continuità territoriale con le isole.

In particolare, le organizzazioni chiedono che le prossime gare per i collegamenti marittimi prevedano una riduzione minima del 30% delle emissioni di CO₂ rispetto alla situazione attuale, l’esclusione dell’uso degli scrubber – sistemi che consentono di utilizzare carburanti più inquinanti scaricando gli inquinanti in mare – e un piano rapido di elettrificazione delle rotte e delle banchine portuali.

Flotte vecchie e controlli insufficienti

Secondo uno studio appena pubblicato da Transport & Environment, l’Italia è oggi al primo posto in Europa per emissioni di CO₂ prodotte dai collegamenti marittimi con navi e traghetti, anche a causa di flotte spesso molto datate.

Le associazioni denunciano inoltre che i controlli sulle emissioni dei traghetti sono ancora troppo limitati e basati su modalità che ne facilitano l’elusione. A differenza di altri porti europei, infatti, in molti scali italiani non vengono utilizzati sistemi di monitoraggio da remoto capaci di individuare le navi con emissioni fuori norma.

Un ulteriore problema riguarda l’assenza di criteri ambientali nei bandi per i collegamenti di continuità territoriale, che non incentivano gli armatori a investire in traghetti più moderni e meno inquinanti.

Un caso emblematico è quello del collegamento con l’isola d’Elba, dove la gara per il servizio marittimo – del valore stimato di circa 789 milioni di euro per 12 anni – si è conclusa con la partecipazione di un unico operatore, Toremar (Gruppo Onorato-Moby), che utilizza navi con età compresa tra 20 e 46 anni.

Il potenziale dell’elettrificazione

Secondo Transport & Environment, l’elettrificazione dei traghetti rappresenta una soluzione già oggi tecnologicamente ed economicamente praticabile: circa un traghetto italiano su quattro potrebbe essere elettrificato già oggi, mentre entro il 2035 il 77% delle rotte potrebbe essere servito da navi elettriche.

“Si prenda almeno questa occasione – l’aggiornamento del Piano nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico e i nuovi limiti stabiliti dalla direttiva europea sulla qualità dell’aria – per pianificare l’elettrificazione delle tratte e migliorare le prestazioni ambientali delle navi passeggeri e Ro-Ro che collegano le isole”, afferma Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’aria.
“Occorre garantire agli isolani la libertà di accesso alla terraferma senza avvelenare acque e aria”.

Impatti su aria e salute

Il tema si inserisce in un quadro più ampio di criticità ambientale: in Italia l’inquinamento atmosferico provoca oltre 70.000 morti premature ogni anno, il dato più alto dell’Unione Europea per decessi attribuibili a PM2,5, biossido di azoto (NO₂) e ozono.

All’inizio del 2026 la Commissione europea ha inoltre intimato all’Italia di aggiornare il Piano nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico, previsto dalla Direttiva 2016/2284, dando due mesi di tempo per adeguarsi ed evitare un nuovo deferimento alla Corte di giustizia.

Anche il contributo del traffico navale alle emissioni è rilevante. Secondo i dati del registro CEIP dell’EMEP (European Monitoring and Evaluation Programme) relativi al 2023, al trasporto marittimo in Italia è attribuibile:

  • oltre la metà delle emissioni europee di black carbon provenienti da questa fonte
  • quasi la metà delle emissioni di PM2,5
  • circa un terzo degli ossidi di azoto (NOx)

“Elettrificare le tratte dei traghetti è una delle soluzioni più efficaci, soprattutto se accompagnata da un forte sviluppo delle energie rinnovabili”, sottolinea Luca Ribechini, presidente dell’associazione Livorno Porto Pulito, citando il collegamento Livorno–Capraia come esempio di rotta tecnicamente elettrificabile.

Porti italiani sotto pressione

Le emissioni navali hanno effetti diretti sulla qualità dell’aria nelle città portuali.

“I porti sono soffocati dagli ossidi di azoto”, spiega Enzo Tortello, presidente del Comitato Tutela Ambientale Genova Centro-Ovest. “Uno studio di ISDE – Medici per l’Ambiente, basato su dati ARPA, indica tra le città più critiche Napoli, Palermo e Genova. L’elettrificazione delle rotte ridurrebbe non solo gli inquinanti atmosferici ma anche il rumore dei motori diesel, anch’esso associato a effetti sanitari rilevanti”.

Sulla stessa linea Gennaro Esposito del Comitato Vivibilità Cittadina di Napoli, che ricorda come il porto partenopeo ospiti ogni giorno traghetti e navi da crociera diretti verso Capri, Ischia e Procida: “Non possiamo più sopportare la mancata adozione di misure efficaci per ridurre l’inquinamento del traffico navale. Serve un rapido ammodernamento delle flotte”.

I promotori dell’iniziativa

L’appello all’Autorità di Regolazione dei Trasporti è promosso da Cittadini per l’aria insieme alle associazioni e ai comitati della rete Facciamo Respirare il Mediterraneo, tra cui:

  • Forum Ambientalista – Civitavecchia
  • Associazione AmbienteVenezia
  • Comitato No Grandi Navi – Laguna Bene Comune
  • Comitato Palermo Che Respira
  • Comitato Porto-Città di Ancona
  • Circolo territoriale VAS APS Onlus
  • Comitato Tutela Ambientale Genova Centro-Ovest
  • Eco Istituto di Reggio Emilia e Genova
  • Associazione Livorno Porto Pulito
  • Comitato Vivibilità Cittadina di Napoli
  • Legambiente Arcipelago Toscano APS
  • Rete Ambiente Altro Turismo La Spezia

Le organizzazioni chiedono che la transizione ecologica del trasporto marittimo diventi una priorità delle politiche pubbliche, sfruttando le imminenti gare per i collegamenti con le isole per accelerare il rinnovamento delle flotte e ridurre drasticamente l’impatto ambientale dei traghetti nel Mediterraneo.