Intervento di Antonio Marfella (Presidente medici per l’ambiente, Napoli) su Il Fatto quotidiano.
Secondo i dati dell’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile (Kyoto Club, Clean Cities Campaign e Isde Italia, su fonti Arpa e Province autonome), Napoli è nel 2025 la città italiana con più sforamenti degli inquinanti atmosferici(PM10, PM2.5, NO₂ e ozono): 203 giorni, contro i 200 di Milano.
Il caso più critico riguarda il NO₂ alla stazione Ente Ferrovie: 143 giorni di superamento (quasi 5 mesi). Si stima che l’inquinamento provochi 4,5 morti evitabili al giorno in eccesso rispetto alla media nazionale.
A ciò si aggiungono:
- Mancanza di trasparenza sui dati sanitari (Registro Tumori Asl 1).
- Situazione ambientale aggravata dal porto (senza banchine elettrificate) e dall’aeroporto di Capodichino (oltre 300 voli e 1 milione di litri di kerosene al giorno), mentre lo scalo di Grazzanise resta inutilizzato.
Il dibattito politico locale ignora questi dati. Il sindaco Gaetano Manfredi e il candidato Roberto Fico vengono accusati di non affrontare il tema, preferendo logiche elettorali.
Le prime proposte di Fico vengono criticate:
- Superbonus edilizio → incremento di rifiuti (oltre 2,5 milioni ton/anno), amianto e lavoro nero.
- Spegnimento inceneritore di Acerra → ritenuto irrealizzabile per contratti blindati con A2A.
- Politiche sociali → aumento di malattie croniche e richieste di sostegno scolastico (Terra dei fuochi), senza reali fondi per disabilità.
La denuncia finale è che Napoli e la Campania continuano a pagare in termini di salute pubblica e mortalità evitabile, senza prospettive concrete di miglioramento.
