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Dal 17 al 21 settembre 2025 Lisbona ospita la conferenza mondiale di WONCA (World Organisation of Family Doctors), intitolata “A New Vision for Primary Health Care and Sustainable Development”. L’incontro vuole riaffermare i principi ippocratici, la centralità della salute delle comunità e la sostenibilità, ma – denunciano numerosi medici di famiglia – manca ogni riferimento alla tragedia in corso a Gaza e in Palestina.

Anche ISDE Italia ha aderito all’appello lanciato da numerosi medici di famiglia, di cui riportiamo una breve sintesi. (Qui il testo integrale in inglese)

Secondo i dati riportati, il sistema sanitario di Gaza è stato quasi completamente distrutto dai bombardamenti israeliani, con ospedali, ambulanze e servizi primari colpiti. Più di 1.500 operatori sanitari palestinesi sono stati uccisi, tra cui medici di famiglia come Yusra e Ahmad Al-Maqadmeh e l’intera famiglia dei coniugi Alaa e Hamdi Al-Najjar, deceduti con nove figli in un raid aereo. Centinaia di sanitari sono detenuti da mesi, spesso torturati, e alcuni sono morti in prigione, come Adnan Al-Bursh.

La situazione umanitaria è drammatica: secondo l’IPC Gaza è entrata in fase 5 di carestia, con migliaia di famiglie cancellate o ridotte a un solo sopravvissuto. Le università e l’unica facoltà di medicina sono state distrutte, interrompendo la formazione dei futuri medici di base.

La Commissione ONU d’inchiesta (2024) ha accusato Israele di portare avanti una politica concertata per distruggere il sistema sanitario di Gaza, configurando crimini di guerra e contro l’umanità. Organizzazioni come Amnesty International, Human Rights Watch, Médecins Sans Frontières e persino Physicians for Human Rights Israel parlano apertamente di genocidio, mentre la relatrice ONU Reem Alsalem denuncia un “femi-genocidio” contro donne e ragazze palestinesi.

Gravi accuse vengono mosse anche all’Israeli Association of Family Physicians (IAFP), accusata di aver taciuto di fronte ai crimini contro i colleghi palestinesi e di non aver preso posizione neppure contro i medici israeliani che hanno pubblicamente invocato il bombardamento degli ospedali. Per i firmatari dell’appello, l’IAFP viola i principi fondativi di WONCA e dovrebbe essere sospesa dall’organizzazione.

Gli autori del documento chiedono al comitato esecutivo di WONCA di:

  1. Condannare apertamente assedio, carestia e distruzione del sistema sanitario di Gaza.
  2. Garantire aiuti umanitari immediati, distribuiti dalle agenzie ONU.
  3. Sostenere il boicottaggio dei farmaci prodotti da TEVA, l’industria farmaceutica israeliana, salvo mancanza di alternative.
  4. Offrire formazione e supporto a medici e studenti palestinesi all’estero.
  5. Sospendere l’IAFP da WONCA fino a una presa di posizione chiara e pubblica.

A livello nazionale, le organizzazioni di medici di base sono invitate a emettere dichiarazioni analoghe, sospendere i rapporti bilaterali con l’IAFP e sostenere concretamente i colleghi palestinesi.

Gli estensori concludono che il silenzio della comunità medica internazionale equivale a complicità. WONCA, nata per promuovere salute, equità e diritti universali, rischia di tradire la sua stessa missione se non affronterà con decisione la tragedia palestinese.