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Dal 3 al 5 marzo 2026 si è svolto a Bruxelles lo “STOP PFAS FORUM – PFAS Frontline Communities Meeting”; un incontro tra rappresentanti di comunità europee gravemente colpite dall’inquinamento da PFAS, provenienti da Francia, Germania, Italia, Belgio, Danimarca e Paesi Bassi. Alle diverse attività, per tutta la durata del Forum, ha partecipato attivamente anche la dott.ssa Vitalia Murgia, in rappresentanza dell’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente (ISDE Italia).

L’iniziativa è stata organizzata con il supporto dello European Environmental Bureau con l’obiettivo di portare direttamente alle istituzioni europee le testimonianze delle popolazioni che vivono in aree contaminate dai cosiddetti “forever chemicals”.

Durante le giornate di lavoro, i partecipanti hanno condiviso esperienze e dati relativi agli impatti sanitari, ambientali e sociali della contaminazione da PFAS, sottolineando come queste sostanze siano ormai rilevate nel sangue della quasi totalità della popolazione europea e come migliaia di siti nel continente risultino contaminati. In molti territori, la contaminazione ha già avuto conseguenze concrete sulla vita quotidiana delle persone, come la perdita dell’accesso all’acqua potabile o livelli molto elevati di PFAS nel sangue delle popolazioni esposte.

Le comunità presenti hanno ribadito la necessità di azioni urgenti e decisive da parte dell’Unione Europea, tra cui il divieto dei PFAS per fermare la contaminazione alla fonte, il monitoraggio e la bonifica dei siti contaminati, il sostegno sanitario e legale alle popolazioni colpite e l’applicazione effettiva del principio “chi inquina paga”.

I partecipanti avevano richiesto un incontro con la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, per presentare direttamente le loro testimonianze. Tuttavia, per la terza volta dal 2023, la richiesta è stata respinta per motivi di agenda. Non potendo incontrarla, i partecipanti hanno fatto sentire la loro voce, ieri 5 marzo, con un’azione davanti alla sede della Commissione Europea, chiedendo la fine dell’inquinamento da PFAS. Su uno degli striscioni si leggeva: “von der Leyen incontra gli avvelenatori, ignora noi.”

La giornata ha previsto anche una simbolica consegna di birra “ai PFAS” nella sede di alcune tra le aziende chimiche più coinvolte nel tentativo di “bloccare” la messa al bando dei PFAS”. 

A conclusione del Meeting i partecipanti hanno avuto inoltre l’opportunità di incontrare privatamente alcuni Membri del Parlamento Europeo (MEP) provenienti da diversi Paesi rappresentati al Forum. Durante questi incontri sono state presentate le principali criticità delle aree maggiormente colpite e le evidenze della diffusione globale della contaminazione da PFAS. Le comunità presenti hanno chiesto il sostegno dei parlamentari europei nella battaglia per arrivare a un progressivo phase-out di queste sostanze, ritenuto necessario per fermare alla fonte una contaminazione persistente che rappresenta una crescente minaccia per la salute pubblica e per l’ambiente. L’ultima parte del programma, è stata la proiezione di parti scelte di due documentari al Parlamento Europeo, seguita da una discussione con panel di esperti e da un momento informale di incontro tra i partecipanti.

Queste giornate hanno rappresentato un momento particolarmente importante di confronto tra comunità, associazioni e rappresentanti istituzionali, consentendo di analizzare insieme le principali criticità legate alla contaminazione da PFAS e di discutere possibili strategie per affrontarle, anche attraverso un dialogo con i decisori politici a livello europeo. È emersa con chiarezza, tra tutti i partecipanti, la volontà di continuare a collaborare e a lavorare insieme anche in futuro per rafforzare l’impegno comune verso la progressiva eliminazione di queste sostanze e la tutela della salute e dell’ambiente.