A che punto sono i lavori per realizzare i nuovi pozzi destinati all’approvvigionamento idrico di Caprarola e Ronciglione e quando sarà possibile abbandonare definitivamente la captazione delle acque dal lago di Vico?
A chiederlo alle istituzioni competenti è ISDE – Associazione Italiana Medici per l’Ambiente di Viterbo, che ha inviato una lettera ai sindaci dei due Comuni, alla Regione Lazio, alla Provincia di Viterbo, a Talete e all’ATO 1 Lazio. La comunicazione è stata trasmessa per conoscenza anche, tra gli altri, alla Prefettura, alla Commissione europea, alla ASL di Viterbo e alla Garante del Servizio idrico integrato della Regione Lazio.
Al centro dell’intervento c’è l’attuazione della Determinazione della Regione Lazio del 4 luglio 2024, n. G08986, che ha previsto una serie di opere per modificare l’approvvigionamento idrico di diversi comuni del Viterbese, con un cronoprogramma indicato in 24 mesi.
Nuovi pozzi per abbandonare l’acqua del lago
Per Caprarola, ricorda ISDE Viterbo, il provvedimento regionale prevede che l’opera di presa denominata “Abboccatore” venga integralmente sostituita da un nuovo pozzo, con una portata di circa 40 litri al secondo, nelle vicinanze dell’attuale impianto di potabilizzazione.
Per Ronciglione è invece prevista la realizzazione di almeno tre nuovi pozzi, per una portata complessiva di almeno 80-90 litri al secondo, al di fuori della corona vulcanica del lago di Vico. Il progetto comprende anche nuove condotte per alimentare l’impianto di trattamento “Abboccatore” e arrivare alla completa eliminazione dell’alimentazione dal lago.
ISDE Viterbo sottolinea di avere indicato da anni la ricerca di fonti alternative alla captazione lacustre come una delle soluzioni per garantire acqua potabile alle popolazioni interessate.
Il precedente della Corte di giustizia europea
La questione si inserisce nel più ampio problema della qualità dell’acqua potabile nel Viterbese. Con la sentenza del 7 settembre 2023, causa C-197/22, la Corte di giustizia dell’Unione europea ha accertato l’inadempimento dell’Italia rispetto agli obblighi della direttiva europea sulle acque destinate al consumo umano, in relazione alla persistenza di superamenti dei valori parametrici di arsenico e fluoruro in diversi comuni della provincia. Per Ronciglione la sentenza riguarda in particolare i superamenti dell’arsenico registrati in diversi periodi dal 2013 e nuovamente dal 2020.
La Corte ha inoltre rilevato il mancato adempimento dell’obbligo di adottare quanto prima i provvedimenti necessari per ripristinare la qualità delle acque destinate al consumo umano nei comuni interessati.
Consulta la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea
«Quando i cittadini potranno avere acqua potabile?»
Nella lettera, firmata dalla dottoressa Antonella Litta, referente ISDE Viterbo, l’associazione evidenzia che il termine di 24 mesi indicato dal cronoprogramma risulta trascorso e richiama la persistenza delle ordinanze di non potabilità: a Caprarola l’ordinanza sindacale n. 92 del 28 dicembre 2012 e a Ronciglione l’ordinanza n. 11 del 19 gennaio 2015 per la rete idrica Lago di Vico e la n. 135 del 25 luglio 2017 per la rete idrica Fogliano.
Per questo ISDE chiede alle amministrazioni di comunicare lo stato di avanzamento della realizzazione dei pozzi e di fornire almeno un’indicazione di massima sulla data dalla quale i residenti di Caprarola e Ronciglione potranno usufruire di acqua potabile.
L’obiettivo, sottolineano i Medici per l’Ambiente, è ridurre il rischio per la salute legato all’esposizione cronica agli inquinanti che possono essere presenti nelle acque di captazione lacustre.
«ISDE di Viterbo – si legge nella nota – nel corso degli anni ha sempre indicato anche questa soluzione per rifornire di acqua potabile gli acquedotti dei due comuni lacustri» e auspica quindi che gli interventi previsti vengano realizzati quanto prima «nell’interesse delle due comunità cittadine».
