Secondo l’Istituto di Salute Globale di Barcellona (ISGlobal), l’acqua rappresenta uno dei principali vettori nella trasmissione dei batteri resistenti tra esseri umani, animali e ambiente
Nel dibattito globale sulla resistenza agli antibiotici, troppo spesso l’attenzione si concentra sull’uso improprio dei farmaci in medicina e in zootecnia, trascurando un elemento essenziale: l’acqua.
Come ricorda un recente articolo pubblicato da ISGlobal – Instituto de Salud Global de Barcelona (“El agua, el eslabón invisible en la expansión de la resistencia a los antibióticos”, novembre 2025), l’acqua agisce come un ponte invisibile che collega salute umana, animale e ambientale, facilitando la diffusione di geni di resistenza agli antibiotici.
L’acqua come veicolo di resistenze
Le acque reflue provenienti da abitazioni, ospedali e allevamenti contengono residui di antibiotici e batteri resistenti. Anche dopo il trattamento nei depuratori, parte di questa acqua ritorna nei fiumi o viene riutilizzata per l’irrigazione di campi, parchi e aree urbane.
Sebbene la depurazione elimini gran parte dei batteri fecali, i microrganismi ambientali sopravvissuti possono acquisire e trasferire geni di resistenza ad altri batteri, inclusi quelli patogeni. In questo modo l’acqua diventa una via di scambio genetico che alimenta la “pandemia silenziosa” della resistenza antimicrobica.

Dall’acqua al piatto: il rischio alimentare
L’uso di acqua contaminata per l’irrigazione può introdurre batteri resistenti negli alimenti. Il caso dell’epidemia del 2011 in Germania – inizialmente attribuita ai “cetrioli spagnoli”, ma poi ricondotta a germogli di soia irrigati con acqua fecale – dimostra quanto la catena alimentare possa amplificare il rischio di trasmissione.
Allevamenti, scarichi e sostanze chimiche
Per decenni l’abuso di antibiotici negli allevamenti intensivi ha contribuito all’espansione dei ceppi resistenti. Oggi, nonostante regole più severe, l’eredità di quell’uso prolungato continua a pesare.
Anche gli scarichi industriali e domestici di antibiotici, metalli pesanti e prodotti chimici nei corsi d’acqua favoriscono mutazioni batteriche che aumentano la capacità di difesa contro i farmaci.
Proteggere l’acqua, proteggere la salute
Come sottolinea ISGlobal, affrontare la crisi della resistenza antimicrobica richiede una visione integrata di salute unica – One Health, che riconosca il legame profondo tra persone, animali e ambiente.
Proteggere le risorse idriche, migliorare i sistemi di depurazione e limitare l’uso di antibiotici sono passaggi fondamentali per salvaguardare la salute globale.
In un mondo sempre più colpito da siccità e scarsità idrica, garantire acqua pulita e sicura è anche un atto di prevenzione sanitaria.
Fonte:
ISGlobal – Instituto de Salud Global de Barcelona, “El agua, el eslabón invisible en la expansión de la resistencia a los antibióticos”, 3 novembre 2025.
Testo disponibile su: www.isglobal.org
