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Il diritto alla salute come valore universale e fondamento della convivenza civile è stato al centro dell’incontro tenuto dal medico Maurizio Bardi, di ISDE – Associazione Medici per l’Ambiente, il 6 marzo 2026 al Liceo Teresa Ciceri di Como. L’iniziativa ha coinvolto studenti e docenti in una riflessione ampia sui legami tra salute, ambiente, condizioni sociali e stili di vita. 

Nel corso della presentazione Bardi ha ricordato che il concetto moderno di salute, definito dall’Organizzazione mondiale della sanità nel 1948, non coincide con la semplice assenza di malattia ma con uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale. Un principio che in Italia trova un riconoscimento esplicito nell’articolo 32 della Costituzione, che tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività. 

Uno dei punti centrali dell’incontro è stato il tema dei determinanti della salute: fattori economici, sociali e ambientali che influenzano lo stato di salute delle persone e delle comunità. Tra questi rientrano l’accesso alle cure, le condizioni di lavoro, la qualità dell’ambiente, l’accesso all’acqua potabile, gli stili di vita e la qualità delle relazioni sociali. 

Bardi ha sottolineato come il sistema sanitario rappresenti solo una parte della risposta: la salute dipende in misura decisiva dalle condizioni ambientali e sociali in cui le persone vivono.

Ampio spazio è stato dedicato ai rischi ambientali e professionali, come l’inquinamento dell’aria, l’esposizione a sostanze tossiche e gli incidenti sul lavoro. In Italia l’inquinamento atmosferico è associato a oltre 70.000 morti premature ogni anno, mentre il particolato fine PM2,5 è stato responsabile nel 2023 di circa 43.000 decessi prematuri, secondo i dati dell’Agenzia europea dell’ambiente. 

Durante l’incontro si è parlato anche dei rischi legati alle sostanze chimiche diffuse nell’ambiente, come interferenti endocrini, pesticidi e PFAS, che possono alterare il sistema ormonale e avere effetti anche a basse dosi e a distanza di molti anni dall’esposizione. 

Un ulteriore capitolo è stato dedicato ai cambiamenti climatici, sempre più riconosciuti come una delle principali sfide sanitarie globali, con effetti che colpiscono soprattutto le persone più vulnerabili, come bambini e anziani. 

L’incontro si è concluso con un richiamo al ruolo della prevenzione e alla responsabilità collettiva nel promuovere condizioni di vita più sane e ambienti più salubri. La tutela della salute, ha ricordato Bardi, richiede non solo comportamenti individuali corretti ma anche politiche pubbliche orientate alla giustizia sociale e alla sostenibilità ambientale.