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Negli ultimi anni la crisi climatica è diventata il principale riferimento attraverso cui leggere la questione ambientale. Questo ha avuto il merito di rendere più evidente la gravità del riscaldamento globale e dei suoi effetti sulla salute, ma rischia anche di ridurre la complessità della crisi ecologica alla sola dimensione delle emissioni di gas serra e della transizione energetica.

È da questa consapevolezza che nasce la position paper di ISDE Italia, Oltre le etichette. Una visione integrata e trasformativa della salute ecosistemica, un documento che richiama la necessità di adottare una lettura più ampia e sistemica delle relazioni tra ambiente, salute, economia e società.

Secondo ISDE, il cambiamento climatico non può essere considerato un fenomeno isolato, ma una delle manifestazioni di una più profonda alterazione materiale dell’ambiente. Ondate di calore, inquinamento atmosferico, incendi, pesticidi, contaminanti persistenti, perdita di biodiversità e degrado degli ecosistemi producono effetti cumulativi sulla salute umana e sugli altri viventi, condividendo radici comuni nei modelli produttivi e di consumo ad alto impiego di materia ed energia, nella dipendenza dai combustibili fossili, nello sfruttamento delle risorse naturali e nelle disuguaglianze sociali e territoriali.

Per questo, la sola decarbonizzazione, pur indispensabile, non è sufficiente. La transizione ecologica deve essere accompagnata da politiche capaci di affrontare anche la contaminazione chimica diffusa, il consumo di suolo, la produzione di rifiuti, il sovrasfruttamento delle risorse naturali, la perdita di biodiversità e le ingiustizie ambientali e sanitarie.

La position paper valorizza gli approcci di Planetary HealthOne HealthPlanetary Boundaries ed esposoma come strumenti complementari per comprendere e governare le relazioni tra sistemi naturali e sistemi umani. Ma il loro valore, sottolinea ISDE, non risiede solo nel riconoscere connessioni ormai ampiamente documentate: la sfida è tradurre queste conoscenze in cambiamenti concreti nelle politiche pubbliche, nei modelli di sviluppo e nelle pratiche sociali.

Al centro del documento vi è il concetto di salute ecosistemica: una prospettiva che considera la salute come il risultato dell’interazione tra fattori biologici, ambientali, sociali, economici e politici. In questa cornice, tutelare la salute significa agire sulle cause strutturali delle crisi ambientali e sanitarie contemporanee, rafforzando la prevenzione primaria, la giustizia ambientale, l’equità sanitaria e la sostenibilità ecologica.

ISDE propone alcune priorità di policy: integrare le politiche climatiche con quelle di tutela della salute ambientale e degli ecosistemi; ridurre le esposizioni tossiche lungo tutto il corso della vita; valutare gli impatti cumulativi e sinergici delle diverse pressioni ambientali; contrastare le disuguaglianze che rendono alcune popolazioni più vulnerabili; evitare che la transizione ecologica riproduca nuove forme di estrazione di risorse, inquinamento o ingiustizia sociale; promuovere modelli produttivi e di consumo compatibili con i limiti ecologici del pianeta; tutelare biodiversità, beni comuni e funzioni ecosistemiche essenziali per la salute.

Il messaggio conclusivo è netto: contrastare la crisi ecosistemica è indispensabile per contrastare la crisi climatica. La tutela della salute richiede una strategia integrata, capace di affrontare simultaneamente destabilizzazione climatica, inquinamento tossico, degrado degli ecosistemi, perdita di biodiversità e disuguaglianze ambientali e sociali.

Con questa position paper, ISDE Italia invita a superare frammentazioni e semplificazioni, assumendo la salute ecosistemica come criterio guida per le politiche pubbliche e per le scelte economiche e sociali. Una visione sistemica e trasformativa, orientata al benessere delle persone, delle comunità e degli ecosistemi.