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Nel corso dell’audizione presso l’VIII Commissione del Senato sul disegno di legge delega in materia di energia nucleare sostenibile (DDL 1924 e collegati), ISDE Italia ha invitato il legislatore a valutare con rigore scientifico il ruolo dei piccoli reattori modulari (SMR), distinguendo tra le aspettative alimentate dal dibattito pubblico e lo stato effettivo delle tecnologie disponibili.  

Nel documento presentato dal dottor Giovanni Ghirga, componente del Comitato Scientifico di ISDE Italia, viene chiarito che gli SMR non coincidono automaticamente con il cosiddetto nucleare di quarta generazione. La maggior parte dei progetti oggi più avanzati è infatti costituita da reattori ad acqua leggera, evoluzione delle tecnologie attualmente in uso, e continua quindi a dipendere da sistemi di raffreddamento idrico.  

Secondo ISDE, questa distinzione è particolarmente rilevante nel contesto del cambiamento climatico. Le elevate temperature dell’acqua e la riduzione delle portate fluviali possono infatti limitare la produzione degli impianti nucleari, come dimostrato anche dalle recenti riduzioni di potenza registrate in Francia durante l’ondata di calore del giugno 2026. Studi scientifici citati nell’audizione indicano inoltre che, nei prossimi decenni, gli impianti termoelettrici europei potrebbero subire una riduzione della capacità estiva a causa dello stress idrico e dell’aumento della temperatura delle acque.  

Pur riconoscendo che alcuni SMR possano offrire miglioramenti in termini di sicurezza e modularità, ISDE sottolinea come tali caratteristiche non eliminino automaticamente le criticità legate alla disponibilità di acqua per il raffreddamento. Per questo motivo, le scelte energetiche dovrebbero basarsi sulle tecnologie realmente mature e disponibili nei tempi utili alla transizione energetica, evitando di assimilare ai reattori di quarta generazione progetti che appartengono ancora all’evoluzione del nucleare convenzionale.  

Nelle conclusioni dell’audizione, ISDE richiama la necessità di valutare ogni opzione energetica anche alla luce delle future condizioni climatiche. In un Paese come l’Italia, già esposto a ondate di calore, siccità e aumento della temperatura del mare, la dipendenza dall’acqua per il raffreddamento degli impianti rappresenta una variabile strategica che deve entrare a pieno titolo nelle decisioni di politica energetica. L’Associazione dei Medici per l’Ambiente invita pertanto a fondare il dibattito sul nucleare su evidenze scientifiche, distinguendo tra prototipi futuribili e tecnologie effettivamente disponibili, nell’interesse della salute pubblica e della resilienza del sistema energetico.