Il network Giuristi e Avvocati per la Palestina ha annunciato la trasmissione imminente di una denuncia alla Procura della Corte Penale Internazionale (CPI), ai sensi dell’art. 15 dello Statuto di Roma, relativa ai fatti in corso nella Striscia di Gaza.
La denuncia accusa lo Stato di Israele della commissione di crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio nei confronti della popolazione civile palestinese, sottolineando al tempo stesso la responsabilità della comunità internazionale e, in particolare, la complicità del governo italiano attraverso forniture militari, cooperazione tecnico-industriale e sostegno politico-diplomatico.
Nell’atto vengono chiamati in causa:
- la presidente del Consiglio Giorgia Meloni,
- il ministro degli Esteri Antonio Tajani,
- il ministro della Difesa Guido Crosetto,
- insieme ai vertici di Leonardo S.p.A., con il riferimento al ruolo di Roberto Cingolani e al trasferimento di armamenti e know-how in favore di Israele.
La denuncia richiama rapporti delle Nazioni Unite, documentazione sul commercio internazionale di armi, interrogazioni parlamentari e articoli di stampa per ricostruire il quadro di responsabilità dirette e indirette.
Le richieste alla CPI
I promotori chiedono alla Corte Penale Internazionale:
- di avviare un esame preliminare;
- di valutare l’apertura di un’indagine formale;
- di integrare la denuncia nel fascicolo già aperto sulla Situazione in Palestina.
L’appello e le adesioni italiane
Il comunicato lanciato dai giuristi si accompagna a un appello pubblico, aperto alla sottoscrizione di professionisti e cittadini. In Italia hanno già aderito numerose realtà della società civile, tra cui il Presidente di ISDE Italia – Associazione Medici per l’Ambiente – Roberto Romizi, che ribadisce così il proprio impegno per la tutela della salute, dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario.
Un segnale dalla società civile
La denuncia e le adesioni italiane rappresentano un segnale forte della società civile, che chiede giustizia internazionale per la popolazione palestinese e un’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni italiane ed europee, affinché siano rispettati i principi del diritto internazionale e la centralità della tutela della vita umana.
