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Un nuovo studio pubblicato su Environment International e condotto dal Barcelona Institute for Global Health (ISGlobal) e dall’Hospital del Mar rivela che l’esposizione delle madri a particolato fine (PM2.5) durante la gravidanza è associata a una più lenta mielinizzazione del cervello nei neonati.

La ricerca, prima nel suo genere a misurare la mielinizzazione cerebrale nei primi 30 giorni di vita tramite risonanza magnetica, ha analizzato 132 bambini nati a Barcellona. I risultati mostrano che una maggiore esposizione materna al PM2.5 – particelle ultrafini generate dalla combustione di carburanti e altre sorgenti urbane – rallenta il processo con cui la mielina riveste le connessioni neuronali, influenzando la velocità di trasmissione delle informazioni.

Sebbene non sia ancora chiaro se questo rallentamento comporti effetti negativi a lungo termine, gli autori sottolineano che ogni alterazione del ritmo di sviluppo cerebrale può avere conseguenze sul futuro cognitivo e comportamentale dei bambini.

I ricercatori avvertono che i risultati, ottenuti dopo l’introduzione della zona a basse emissioni di Barcellona, dimostrano l’urgenza di rafforzare ulteriormente le misure per migliorare la qualità dell’aria urbana.

Fonte:
Pujol J. et al., Unraveling the impact of prenatal air pollution for neonatal brain maturationEnvironment International, 18 settembre 2025; ISGlobal, Hospital del Mar, CIBERESP.