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Si è svolto il 21 febbraio 2026, presso la Sala Augusto Colle dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Padova, il corso “Inquinamento atmosferico ed effetti sulla salute”, promosso dalla Commissione One Health dell’Ordine provinciale Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Padova.

L’iniziativa, accreditata con 3 crediti di Educazione Continua in Medicina (ECM) e rivolta a 45 medici chirurghi e odontoiatri, ha posto al centro il tema dell’inquinamento atmosferico come principale rischio ambientale per la salute in Europa, richiamando la necessità di rafforzare il ruolo della prevenzione primaria.

Dopo i saluti istituzionali del presidente Filippo Crimì e della vicepresidente Maria Chiara Corti, la coordinatrice della Commissione One Health, Maria Concetta Digiacomo, ha introdotto i lavori sottolineando l’approccio integrato tra salute umana, ambiente e clima.

Tra gli interventi, il professor Gianni Tamino, membro della Giunta Esecutiva e del Comitato Scientifico di ISDE Nazionale, ha illustrato cause ed effetti dell’inquinamento atmosferico, mentre il dottor Fabio Tateo del Consiglio Nazionale delle Ricerche ha presentato un focus sui livelli di PM2.5 a Padova, analizzati attraverso dati satellitari e centraline di monitoraggio  .

Particolare attenzione è stata dedicata agli impatti sanitari: il neurologo Paolo Bortolotti (Coordinatore del progetto ISDE “Cambiamo Aria”) ha approfondito gli effetti dell’inquinamento sul sistema nervoso nell’ambito del progetto nazionale ISDE 2025-2026, mentre il cardiologo Leopoldo Pagliani ha affrontato il legame con le malattie cardiovascolari  .

È stato inoltre presentato il progetto di biomonitoraggio dei metalli nelle unghie dei bambini, illustrato da Patrizia Corrà e Roberto Marinello di ISDE Padova, quale strumento concreto per valutare l’esposizione precoce agli inquinanti e orientare strategie di prevenzione  .

Dal confronto finale tra docenti e partecipanti è emersa con forza la necessità di integrare diagnosi e cura con azioni di contrasto ambientale, riconoscendo che la riduzione delle concentrazioni di inquinanti si traduce direttamente in benefici sanitari misurabili. Un messaggio chiaro: la tutela della qualità dell’aria è una priorità clinica, sociale e istituzionale, che richiede competenze aggiornate e impegno condiviso.