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Giovedì 18 dicembre 2025, si è svolto un proficuo incontro online in tema di tecnologie, basate sull’utilizzo di membrane porose, per la netta riduzione dei livelli di Arsenico nelle acque ad uso potabile nella Regione Lazio.

Presenti per il CNR di Roma il dottor Francesco Galiano e il dottor Alberto Figoli, per l’Università della Calabria il professor Bartolo Gabriele e la  professoressa Raffaella Mancuso, per l’assessorato ai LLPP della Regione Lazio l’ingegner Nicola Marcucci, dirigente dell’Area ciclo delle acque, Concessioni idriche e Servizio idrico integrato e una delegazione dell’Associazione medici per l’ambiente- ISDE.

Hanno partecipato all’incontro, per i rivelanti aspetti sanitari della questione ((https://www.isde.it/wp-content/uploads/2025/02/Litta-Ghirga-Mocci_articolo-AS.pdf), la dottoressa Laura Reali presidente della sezione di Roma e del Lazio di ISDE, la dottoressa Antonella Litta, referente nazionale per le problematiche dell’inquinamento delle acque ad uso umano e il dottor Alessandro Cavaliere segretario della sezione romana dell’Associazione)

Nel corso dell’incontro si è ragionato sulle nuove tecnologie in grado di ridurre la presenza di Arsenico, elemento tossico e cancerogeno, nelle acque ad uso potabile, in particolare per l’Alto  Lazio e per alcune aree e comuni della Provincia di Roma e Latina.

Si sono discussi e valutati i possibili vantaggi derivanti dell’utilizzo di membrane porose come quelle oggetto dello studio Arsenic water decontamination by a bioinspired As-sequestering porousmembrane, condotto proprio dei ricercatori del CNR  e dell’Università della Calabria presenti  all’incontro, e pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Nature Water (F. Galiano et al., Nature Water, Volume 2, 2024, 350– 359).

La nuova membrana porosa, bio-ispirata contiene un materiale speciale (un liquido ionico con zolfo e gruppi ionici) capace di legare in modo selettivo l’Arsenico, sia nella sua forma trivalente che nella forma pentavalente. Questa membrana innovativa funziona a bassa pressione, consuma poca energia e non toglie dall’acqua i minerali utili e preziosi per la salute, rimuovendo esclusivamente l’Arsenico, con una capacità di abbattimento di oltre il 99 % di questo elemento in soluzioni acquose modello. 

Questa soluzione tecnologica potrebbe offrire anche grandi vantaggi sul fronte della riduzione delle attuali e rilevanti spese per la gestione della dearsenificazione e rappresentare un intervento strategico di prevenzione sanitaria per le tante e gravissime patologie legate all’esposizione all’Arsenico, anche a dosaggi medio-bassi ed entro i limiti di legge.

A questo incontro ne faranno seguito altri a breve, sempre nell’ottica di una attenta valutazione di questa tecnologia e alla sua messa in funzione, in quanto potrebbe rappresentare un sistema innovativo, efficace, economico e che si preannuncia risolutivo della problematica Arsenico nelle acque ad uso potabile non solo per la Regione Lazio ma anche per le altre aree in Italia interessate dalla stessa problematica.