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Nella lotta contro l’inquinamento e le sue devastanti conseguenze sulla salute umana, l’ISDE (Associazione Italiana Medici per l’Ambiente) rappresenta un faro di speranza. L’associazione opera su scala globale, con diverse sedi attive in Italia, tra cui la sezione Napoli Nord-Quarto, presieduta dalla dottoressa Antonella Maria Ilaria Cicale, medico di Medicina Generale a Quarto, Presidente ISDE Napoli Nord Quarto. Il focus dell’associazione in quest’area è rivolto in particolare alla Terra dei Fuochi,
un territorio della Campania tristemente noto per lo smaltimento illegale di rifiuti tossici e i frequenti roghi di materiali nocivi, che hanno contaminato il suolo, l’aria e le falde acquifere, portando nel tempo ad un progressivo aumento di patologie oncologiche.
Partendo da questa emergenza, è nato il Progetto Rosella di cui ci parla proprio la sua fondatrice, la dottoressa Cicala.


IL PROGETTO ROSSELLA SULLA CORRELAZIONE TRA AMBIENTE E TUMORI


Realizzato con la collaborazione dell’Università Federico II, del professor Antonio Del Prete e del Dott. Salvatore Del Prete, il progetto ha un obiettivo principale: individuare le correlazioni tra l’incidenza dei tumori e le caratteristiche ambientali del territorio, attraverso un’analisi scientifica dei dati biologici ed ambientali. Uno degli aspetti più innovativi della ricerca è l’utilizzo dell’analisi del capello dei pazienti che, oltre a rilevare la presenza di metalli pesanti nel corpo, consente di determinare da quanto tempo tali sostanze siano presenti nell’organismo. Nel caso di specie, l’analisi ha evidenziato livelli elevati di metalli tossici come molibdeno, tallio e piombo, elementi strettamente legati all’insorgenza di patologie tumorali. Il Progetto Rosella prosegue con la mappatura di nuovi territori evidenziando quanto sia urgente oggi intervenire a favore dell’ambiente. «I dati della ricerca sono inequivocabili: il nostro pianeta si sta ammalando, e i segnali di sofferenza sono in continua crescita, con statistiche che in molti
casi superano la media europea», afferma la dottoressa.

Un passo fondamentale, secondo la ricercatrice, è rappresentato dalla riforestazione. «La vegetazione e gli ecosistemi preservati possono proteggere il suolo e, di conseguenza, la salute umana, evidenziando il loro ruolo cruciale come barriera naturale contro l’inquinamento. Le piante biorevitalizzano il terreno e lo purificano: sono una risorsa fondamentale per l’equilibrio del nostro ecosistema», ha sottolineato la ricercatrice. La direzione da seguire è chiara: sostenere la natura, non distruggerla. «È fondamentale mantenere un equilibrio tra aree verdi ed abitazioni, pianificando lo sviluppo urbano in modo proporzionale e sostenibile. È impensabile che, in un paese così avanzato, manchino piani adeguati per lo smaltimento dei rifiuti. Questo atteggiamento non è più compatibile con la salute degli abitanti e con il futuro del pianeta».

TERRA DEI FUOCHI: QUALCOSA SI MUOVE

L’allarme sulla Terra dei Fuochi non riguarda solo Napoli, ma coinvolge l’intero Paese. Nonostante l’attenzione sia elevata, troppo spesso le parole non si traducono in azioni concrete. Ed in questo
contesto, il Progetto Rosella è la perfetta rappresentazione di un esempio proattivo, un’iniziativa che opera in modo indipendente ma in sinergia con il supporto delle istituzioni per creare una collaborazione efficace tra le due realtà. Non a caso, nell’ambito del progetto, la dottoressa sottolinea la portata quasi rivoluzionaria della nascita di un corso pubblico, unico in Italia, promosso dall’ASL e dedicato all’aggiornamento dei medici sulle patologie legate all’impatto ambientale, che oggi è alla sua terza edizione. Questo corso è un elemento chiave di una strategia promettente:
qualcosa sta iniziando a muoversi. Sebbene il degrado ambientale abbia raggiunto un punto critico, è possibile rallentarne le conseguenze, sensibilizzando le istituzioni e coinvolgendo attivamente tutti gli attori del settore medico.

«Se è vero che il medico si occupa degli effetti finali della malattia, è a monte che bisogna agire, prevenendo i danni prima che si manifestino. La salute non può essere sacrificata a favore del profitto o per semplice negligenza: deve restare una priorità condivisa».