Il presidente di Soleterre, Damiano Rizzi, psicologo clinico, denuncia con forza la gravità delle ultime decisioni israeliane: l’assalto a Gaza City, dove vivono oltre un milione di persone, e l’approvazione di 3.400 nuove abitazioni per coloni nel cuore della Cisgiordania. “Da una parte si bombarda il presente, dall’altra si spezza la geografia per impedire la nascita di uno Stato palestinese – afferma –. Significa cancellare non solo un popolo, ma anche la salute mentale di milioni di bambini”.
Secondo Rizzi, la situazione psicologica è drammatica: il 90% dei minori a Gaza manifesta sintomi clinici di trauma (incubi, ansia cronica, mutismo selettivo, regressioni). L’occupazione prolungata e la frammentazione territoriale raddoppiano i disturbi psichici rispetto ad altri scenari di guerra, trasformando la condizione palestinese in un trauma collettivo permanente e identitario.
“I bambini palestinesi vivono senza prospettiva di futuro: crescono tra checkpoint e insediamenti, privati del diritto al gioco, all’istruzione, alla protezione – denuncia Rizzi –. È come dire loro che non avranno mai diritto a crescere”. A questo si aggiunge il paradosso politico: parlare di riconoscimento di uno Stato palestinese senza fermare la colonizzazione in Cisgiordania e la distruzione di Gaza è “pura propaganda”.
Rizzi accusa Netanyahu di voler cancellare ogni possibilità di autodeterminazione e ammonisce: “Il mondo che assiste in silenzio diventa complice”.
Soleterre, intanto, ha avviato programmi di sostegno psicosociale in Cisgiordania e Gaza per bambini e famiglie, creando spazi sicuri di cura, ascolto e resilienza. L’obiettivo è alleviare le cicatrici invisibili lasciate dalla guerra e difendere la dignità e la speranza delle nuove generazioni.
“Fermare la distruzione di Gaza e la colonizzazione della Cisgiordania – conclude – significa difendere il futuro stesso dei bambini palestinesi”.
