Nell’epoca attuale, la salute dell’individuo e quella delle comunità non possono più essere considerate separate dal contesto ambientale in cui si esprimono. L’emergere di nuove patologie, l’aumento delle malattie cronico-degenerative e le recenti crisi pandemiche hanno reso evidente una verità ormai ineludibile: la salute umana è indissolubilmente legata alla salute del pianeta.
Con questo presupposto nasce il Corso ECM “Fondamenti di medicina ambientale. Interconnessioni tra salute umana e salute degli ecosistemi naturali”, promosso da ISDE Italia in collaborazione con Accademia Lancisiana ETS. L’appuntamento è fissato per martedì 13 gennaio 2026, a partire dalle ore 14.00, presso la sede dell’Accademia Lancisiana, in Borgo Santo Spirito 3, Roma, con responsabile scientifico il dott. Rocco Santarone.
Un approccio One Health per la medicina contemporanea
Il corso nasce con l’obiettivo di fornire a professionisti della salute, della sanità, dell’ecologia e delle scienze ambientali strumenti critici e scientifici per comprendere e gestire la complessa interdipendenza tra ambiente, animali e uomo. Il riferimento è il paradigma One Health, che riconosce come le alterazioni degli ecosistemi naturali – dovute ad attività antropiche o a fenomeni naturali amplificati dalla crisi climatica – abbiano effetti diretti sul benessere fisico e psichico delle popolazioni.
L’analisi delle responsabilità ambientali di specifiche attività produttive e industriali conferisce al programma anche una chiara impronta di advocacy, con un’attenzione particolare alle ricadute territoriali e sanitarie nel contesto italiano.
I contenuti formativi
Il percorso didattico propone una visione unitaria e sistemica della medicina ambientale, affrontando tra gli altri:
- i determinanti ambientali della salute;
- l’impatto di fattori chimici, fisici e biologici presenti in aria, acqua e suolo;
- il paradigma della complessità e il ruolo degli ecosistemi come attori dinamici della qualità della vita;
- la prevenzione primaria ambientale;
- il rapporto tra cambiamento climatico, geopolitica e salute;
- la storia e i principi della medicina ambientale, dall’igiene classica all’epigenetica;
- i servizi ecosistemici e il valore sanitario della biodiversità;
- la tossicologia ambientale (interferenti endocrini, microplastiche, PFAS e inquinanti emergenti);
- l’urbanizzazione, il verde urbano e le implicazioni per le patologie croniche;
- le pratiche cliniche, le “pratiche verdi”, le linee guida e le campagne sanitarie nazionali.
Due sessioni, un unico filo conduttore
Il corso è articolato in due sessioni.
La prima, a prevalente impronta clinica, è dedicata alla patologia umana e ai principali fattori di rischio ambientale: salute pediatrica nelle città, malattie cardiovascolari e autoimmuni, inquinamento luminoso, interferenti endocrini ed esposizione alla plastica.
La seconda sessione amplia lo sguardo a una dimensione più globale e interdisciplinare, affrontando il ruolo degli ecosistemi (come il regno dei funghi), l’agroecologia, la cura del verde urbano, l’oncologia integrata, le pratiche sostenibili in medicina generale, l’impatto del trasporto aereo e i rischi extra-produttivi dell’energia nucleare nel contesto climatico e geopolitico attuale. Manifesto_Corso_ECM_Fondamenti_…
A chi è rivolto
Il corso è destinato ai professionisti iscritti agli Ordini delle professioni sanitarie – medici, biologi, chimici, fisici, infermieri, professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione – e a tutti gli esperti del settore ambientale, politico e tecnologico interessati ad approfondire le sfide sistemiche della medicina moderna e le possibili soluzioni operative.
L’iniziativa si inserisce nel quadro dei 10 Ordini professionali sanitari e delle rispettive Federazioni nazionali, a conferma del carattere trasversale e multidisciplinare della medicina ambientale.
Uno sguardo al futuro
L’auspicio degli organizzatori è che questo appuntamento possa diventare un momento periodico di confronto e collaborazione. Partecipare al corso significa acquisire una visione d’insieme indispensabile per la medicina del presente e del futuro: non solo curare la malattia, ma comprenderne le radici ambientali, per diventare promotori consapevoli di una salute globale, equa e sostenibile.
