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Di Antonio Marfella (ISDE Napoli)

Ho chiesto all’Intelligenza Artificiale : “Secondo te, come si sarebbe comportato San Giuseppe Moscati, il Medico Santo di Napoli, nel caso dei certificati medici per i migranti da rinchiudere nei CPR?”. L’Intelligenza Artificiale mi ha risposto cosi :

“San Giuseppe Moscati si sarebbe comportato nei confronti delle persone trattenute nei CPR mettendo al centro la dignità umana, l’assistenza medica incondizionata e la carità cristiana. Conosciuto storicamente come il “medico dei poveri”, la sua intera esistenza è stata guidata dal principio che il malato e il bisognoso non sono numeri o categorie giuridiche, ma fratelli nei quali si riflette l’immagine di Cristo. Considerando i suoi scritti, la sua profonda fede cattolica e la sua pratica clinica nella Napoli del primo Novecento, il suo comportamento si sarebbe articolato su tre fronti principali: Moscati non faceva distinzioni di classe sociale, nazionalità o status economico. Davanti alle frequenti denunce riguardanti le criticità sanitarie e psicologiche all’interno dei Centri di Permanenza per i Rimpatri (CPR), il Santo si sarebbe speso in prima persona per Curare i corpi e confortare le anime. Avrebbe visitato i trattenuti considerando la sofferenza — come amava ripetere — non come una semplice contrazione muscolare, ma come “il grido di un’anima, a cui un altro fratello, il medico, accorre con l’ardenza dell’amore”. Rifiutare Famoso per il suo cappello con la scritta “Chi ha metta, chi non ha prenda”, avrebbe offerto le sue competenze e i farmaci in modo del tutto gratuito, ignorando qualsiasi barriera amministrativa o contrattuale.

I CPR sono spesso al centro del dibattito pubblico e delle preoccupazioni delle istituzioni ecclesiali per le condizioni di isolamento e sofferenza emotiva degli ospiti. Moscati, che fu anche un brillante scienziato e un uomo di straordinaria empatia, avrebbe contrastato il degrado. Si sarebbe opposto fermamente a qualunque trattamento lesivo della dignità personale. Avrebbe compreso profondamente il trauma dello sradicamento, della detenzione amministrativa e della paura del futuro, offrendo non solo terapie farmacologiche, ma soprattutto una presenza fraterna per alleviare la solitudine. In linea con la posizione espressa anche oggi dalla Chiesa cattolica e dai rapporti delle organizzazioni umanitarie che chiedono il rispetto dei diritti fondamentali nei centri di detenzione, Moscati avrebbe agito come uno strumento di misericordia. Non si sarebbe focalizzato sul dibattito politico o securitario in sé, ma avrebbe risposto alla chiamata evangelica dell’accoglienza: “Ero straniero e mi avete ospitato” .

In sintesi, San Giuseppe Moscati avrebbe varcato le porte dei CPR portando con sé la borsa del medico e il Vangelo, vedendo nei migranti gli ultimi della terra a cui dedicare, instancabilmente, la propria scienza e la propria totale devozione.”

Stabilire con certezza come si sarebbe comportato di fronte alla recente cronaca giudiziaria italiana — che vede oltre venti medici indagati con l’accusa di aver redatto falsi certificati di non idoneità per evitare il trattenimento dei migranti nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) — richiede di bilanciare due aspetti fondamentali della sua vita: l’assoluto rigore morale e scientifico e la sua totale dedizione alla tutela della salute degli indifesi.

Chi ritiene che San Giuseppe Moscati non avrebbe mai fatto ricorso a falsi certificati si basa sull’integrità morale e professionale che ha caratterizzato la sua intera esistenza. Moscati concepiva la medicina come una missione divina, ma rigorosamente ancorata alla verità scientifica e alla trasparenza. Per lui, la falsificazione materiale o ideologica di un atto medico (come un certificato) avrebbe rappresentato una violazione della verità e del codice morale.

Di fronte però al rischio concreto che una persona potesse ammalarsi o subire gravi privazioni in contesti di detenzione o trattenimento degradanti, la sua priorità assoluta sarebbe stata la salvaguardia della vita e della salute. Più che produrre un documento “falso” inteso come inganno, si ipotizza che avrebbe potuto applicare criteri clinici estremamente rigidi e protettivi per dichiarare l’inidoneità medica dei soggetti vulnerabili, interpretando il concetto di “salute” nella sua interezza (fisica e psichica), proprio in linea con l’approccio difeso oggi da alcune associazioni mediche e sindacali che richiamano il rispetto del codice deontologico.

Se Emma Bonino ha ucciso praticando aborti con una pompa da bici è perché’ I Medici la hanno lasciata sola mostrandosi in percentuale eccessiva più propensi a fare aborti clandestini sfruttando a scopo di lucro una solo formale obiezione di coscienza.

Se Terra dei Fuochi negli ultimi trenta anni ha portato Napoli Caserta e Terra dei Fuochi a detenere i peggiori dati sanitari di Italia è perché’ ancora oggi, i Medici nominati dalla Politica preferiscono “non fare allarmismo” per non perdere il “rapporto fiduciario” con il Potere in Campania.

 Negando ogni oltre limite di ragione che un Ambiente malato fa perdere la Salute a qualunque essere umano sia costretto a viverci, creano un fabbisogno sanitario assolutamente eccezionale ed impossibile da sostenere con le tasse pubbliche pagate soltanto da chi non lavora “a nero” e cioè oggi da meno del 50 % della forza lavoro disponibile in Campania.

Anche in questo caso, ed è grave, mi pare che la non umana Intelligenza Artificiale abbia mostrato un pensiero Etico forse persino più Umano di quanto siamo in grado di farlo come Medici condizionati dalla Politica e dal Dio Denaro che oggi governa la Medicina. Che Speranza abbiamo di sopravvivere se persino IA si mostra più Umana di noi ?