L’emergenza sanitaria a Sarroch assume contorni sempre più preoccupanti dopo la pubblicazione di una relazione medico-scientifica di ISDE – Medici per l’Ambiente, resa nota dal Comitato Civico per la Tutela Ambientale e della Salute. Il documento, trasmesso alle autorità competenti, denuncia una situazione di rischio sanitario che colpisce in modo particolare i bambini, esposti a sostanze tossiche in prossimità degli edifici scolastici.
La relazione è stata inviata a Comune, Azienda Sanitaria Locale, Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Sardegna e Ministero dell’Ambiente, richiamando l’urgenza di interventi immediati in un territorio già fortemente compromesso dal punto di vista ambientale.
Il caso della scuola in via Fermi
Al centro dell’allarme c’è l’esposizione dei minori ai composti organici volatili e, in particolare, al benzene. Si tratta di una sostanza classificata come cancerogena certa e priva di una soglia minima di sicurezza. Secondo quanto riportato dai medici, il benzene è stato rilevato in prossimità della scuola primaria di via Fermi, un dato che solleva forti preoccupazioni per la salute dei bambini che frequentano quotidianamente l’area.
Sarroch e il territorio circostante ricadono nel Sito di Interesse Nazionale del Sulcis-Iglesiente-Guspinese, un’area riconosciuta da anni per l’elevato livello di contaminazione ambientale, ma che attende ancora interventi di bonifica realmente risolutivi.
Danni al dna dei bambini e segnali sanitari allarmanti
I dati richiamati nella relazione incrociano il rapporto sui siti inquinati da bonificare dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale con studi pediatrici specialistici. Le evidenze parlano di un assorbimento biologico del benzene nei minori, associato a danni misurabili al patrimonio genetico. Il documento richiama inoltre un incremento di malattie respiratorie e di leucemie nelle aree industriali del territorio.
Vengono segnalate anche emissioni “fuggitive” costanti provenienti dal polo industriale, in un contesto che, pur essendo formalmente classificato come Sito di Interesse Nazionale, continua a subire ritardi cronici negli interventi di risanamento ambientale.
L’appello dei medici: applicare il principio di precauzione
Isde è netta: quando sono in gioco la salute dell’infanzia e prove scientifiche consolidate, l’inerzia istituzionale non è accettabile. I medici chiedono l’applicazione immediata del principio di precauzione, l’attivazione di misure preventive efficaci e controlli sanitari stringenti sulla popolazione esposta. La relazione mette sotto accusa anche la gestione politica degli ultimi anni, definita carente e incoerente rispetto alla gravità del rischio ambientale formalmente riconosciuto ma mai affrontato con bonifiche concrete.
La battaglia del Comitato Civico
«La tutela della salute pubblica, in particolare quella dei minori, deve tornare a essere una priorità concreta e non solo dichiarata», afferma Giampaolo Paolo Masu, presidente del Comitato Civico per la Tutela Ambientale e della Salute di Sarroch. L’associazione annuncia che continuerà a vigilare affinché la relazione dei medici non venga archiviata nel silenzio e per richiamare le istituzioni alle proprie responsabilità legali e morali nei confronti della comunità locale.
L’emergenza sanitaria a Sarroch riporta così al centro il nodo irrisolto del rapporto tra industria, ambiente e salute: una questione che, secondo i medici per l’ambiente, non può più essere rinviata.
https://cagliarinews.it/emergenza-sanitaria-a-sarroch-7-gennaio-2026/
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