Nel corso dell’incontro “Gestione dei rifiuti: discariche e salute” tenutosi a Maiolati Spontini (AN), località Moie, il medico per l’ambiente Giovanni Vantaggi in rappresentanza di ISDE Italia ha illustrato i principali rischi sanitari e ambientali associati alla gestione dei rifiuti basata su discariche e incenerimento, richiamando l’importanza di politiche orientate alla prevenzione e all’economia circolare.
Vantaggi, cofondatore del Coordinamento Regione Umbria Rifiuti Zero, ha ricordato come la normativa europea stia progressivamente riducendo il ruolo delle discariche: la direttiva europea aggiornata prevede infatti che entro il 2035 solo il 10% dei rifiuti urbani possa essere smaltito in discarica, mentre dal 2030 sarà vietato conferire rifiuti idonei al riciclo o al recupero.
Nel suo intervento il medico ha evidenziato anche i potenziali impatti sanitari delle discariche, citando numerosi studi scientifici che segnalano la presenza nei gas di discarica di composti organici volatili e semivolatili, alcuni dei quali con proprietà cancerogene, mutagene e teratogene, in grado di rappresentare un rischio per i lavoratori e per le popolazioni residenti nelle vicinanze degli impianti.
Tra gli effetti segnalati dalla letteratura scientifica figurano patologie respiratorie, allergie e possibili correlazioni con alcune forme tumorali.
Particolare attenzione è stata dedicata al caso del territorio marchigiano interessato dal progetto di una nuova discarica per rifiuti speciali non pericolosi nel comune di Poggio San Marcello, in un’area prossima alla discarica dismessa Sogenus. Vantaggi ha ricordato come nella documentazione tecnica emergano criticità relative al rischio idrogeologico e alla fragilità del territorio, oltre alla necessità di valutazioni approfondite su traffico indotto, rumore e impatti sul suolo e sulle falde.
Un passaggio centrale dell’intervento ha riguardato il principio di precauzione, che secondo la Commissione europea deve essere applicato quando un’attività può comportare effetti potenzialmente pericolosi per ambiente e salute anche in presenza di incertezze scientifiche. In questi casi, ha sottolineato Vantaggi, la tutela della salute pubblica dovrebbe prevalere nelle decisioni di pianificazione e autorizzazione.
Il medico ISDE ha infine richiamato la necessità di rafforzare la prevenzione primaria, superando un modello di sanità pubblica che interviene solo dopo la comparsa dei danni sanitari. Riduzione dei rifiuti, riuso, riparazione e riciclo – ha concluso – rappresentano le strategie più efficaci per proteggere ambiente e salute, riducendo al minimo il ricorso a discariche e inceneritori.
