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Una delegazione dell’Associazione medici per l’ambiente- ISDE, è stata ricevuta presso l’Assessorato all’Ambiente della Regione Lazio, martedì 23 settembre 2025. Tema dell’incontro la necessità di ridurre fino all’azzeramento il quantitativo di Arsenico, elemento tossico e cancerogeno, nelle acque ad uso umano 

Una delegazione dell’Associazione medici per l’ambiente- ISDE, è stata ricevuta presso l’assessorato all’Ambiente della Regione Lazio, martedì 23 settembre 2025. 

Tema dell’incontro la necessità di ridurre fino all’azzeramento il quantitativo di Arsenico, elemento tossico e cancerogeno, nelle acque ad uso umano. 

Componenti della delegazione la dottoressa Antonella Litta, referente nazionale per le problematiche dell’inquinamento delle acque ad uso umano e il dottor Alessandro Cavaliere per la sezione romana dell’Associazione medici per l’ambiente- ISDE.

Per l’Assessorato presenti la dottoressa Cinzia Carnevale e la dottoressa Wanda D’Ercole responsabile in capo della Direzione regionale Ambiente, Transizione ecologica e Ciclo dei rifiuti.  

L’incontro si è svolto in un clima di grande attenzione, interesse ed approfondimento circa le problematiche sanitarie derivanti dalla presenza di Arsenico nelle acque ad uso umano. 

I due medici dell’ISDE hanno illustrato come, l’Arsenico, cancerogeno certo di classe 1 e la sua presenza nelle acque potabili, rappresenti una seria preoccupazione sanitaria per la  dimostrata correlazione con patologie molto tra gravi, le principali: malattie neoplastiche, cardiovascolari, neurodegenerative, dismetaboliche, disturbi della sfera riproduttiva, malattie del neurosviluppo nei bambini e patologie cutanee (https://www.isdenews.it/arsenico-nelle-acque-ad-uso-potabile/).

L’Organizzazione mondiale della Sanità-OMS raccomanda infatti una riduzione della concentrazione di Arsenico a livelli compresi tra 0 e 5 μg/l (microgrammi/litro), con l’obiettivo, ormai di fatto raggiungibile, di zero o valori prossimi allo zero, proprio per garantire la massima protezione della salute pubblica.

Questo obiettivo è concretamente realizzabile come dimostrano esperienze ormai consolidate di trattamento delle acque in diversi paesi del Nord Europa e in alcuni Stati americani.

La delegazione ISDE ha fatto presente che nuove tecnologie in fase di studio, tra cui quelle oggetto di ricerca del CNR di Roma permettono di raggiungere l’obiettivo di qualità indicato dall’OMS e quindi di prevenire le patologie che si registrano nelle popolazioni esposte cronicamente all’assunzione di acque con valori Arsenico anche entro e al di sotto dell’attuale limite di legge di 10 microgrammi litri, come nel caso delle popolazioni residenti nell’Alto Lazio.

In particolare, e rispetto alle altre tecnologie già in uso, lo studio Arsenic water decontamination by a bioinspired As-sequestering porousmembrane condotto dei ricercatori del CNR (F. Galiano et al., Nature Water, Volume 2, 2024, 350– 359) ha sviluppato una nuova membrana porosa bio-ispirata che contiene un materiale speciale (liquido ionico con zolfo e gruppi ionici) capace di legare in modo selettivo l’Arsenico, sia nella forma sua forma trivalente che nella forma pentavalente. 

Questa membrana innovativa funziona a bassa pressione, consuma poca energia e non sottrae dall’acqua i minerali utili e preziosi per la salute, rimuovendo quasi esclusivamente l’Arsenico.

I test in laboratorio hanno mostrato una capacità di rimozione dell’ oltre il 99 % di Arsenico in soluzioni acquose modello.

Questa innovazione rappresenta un passo avanti importante verso soluzioni più sostenibili, economiche ed efficaci per rendere l’acqua sicura da bere e utilizzabile in agricoltura, anche in aree dove le risorse economiche e tecnologiche sono limitate.

I due medici dell’ISDE hanno sottolineato  come l’ utilizzo di nuove tecnologie e l’approfondimento, sperimentazione  e messa in opera di quella oggetto del lavoro di ricerca del CNR romano permetterebbero la completa dearsenificazione delle acque evitando, a loro giudizio,  anche di dare seguito a progetti estremamente costosi come il raddoppio del Peschiera che provocherebbe  anche enorme  impatto  ambientale e paesaggistico  negativo e non risolverebbe il problema della contaminazione da Arsenico nelle acque dell’Alto Lazio. 

L’incontro si è concluso con la disponibilità da parte dell’Assessorato ad una attenta valutazione di quanto esposto ed è stata consegnata la documentazione scientifica a sostegno di quanto esposto.

La delegazione ISDE il 7 ottobre p.v. sarà ricevuta dall’ Assessorato ai Lavori pubblici della Regione Lazio  per relazionare sempre su questo stesso tema.