La seconda giornata del Congresso ISDE Italia 2025 si è aperta con un intervento di forte impatto del professor Paolo Vineis (Imperial College London, Accademia dei Lincei), che ha presentato una sintesi aggiornata delle evidenze scientifiche sugli effetti sanitari del cambiamento climatico e dell’inquinamento atmosferico. Le sue slide hanno mostrato con chiarezza come “le eccezioni stiano diventando la norma”: eventi estremi sempre più frequenti, ondate di calore più intense e un aumento costante delle emissioni globali di gas serra .
Ondate di calore: un’emergenza europea e italiana
Vineis ha illustrato i più recenti dati sugli impatti sanitari del caldo estremo, ricordando che la heatwave europea del 2025 ha triplicato la mortalità correlata alle alte temperature in 12 grandi città europee, provocando 1.504 decessi attribuibili al cambiamento climatico .
Per l’Italia il quadro è ancora più allarmante: 14.500 morti l’anno – pari al 2,3% della mortalità totale – sono oggi attribuibili alle temperature elevate, come mostrato nella slide dedicata all’andamento del rischio relativo nelle diverse fasce di temperatura .
L’inquinamento atmosferico resta la prima minaccia
Accanto al caldo, Vineis ha richiamato il peso dell’inquinamento atmosferico. In Italia oltre 70.000 decessi l’anno – l’11,7% della mortalità complessiva – sono legati a livelli medi annui di polveri sottili (PM2.5) superiori al valore guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (5 µg/m³), a fronte di un limite normativo nazionale ancora fermo a 25 µg/m³ .
Una delle evidenze più rilevanti presentate è la crescente interazione tra caldo e inquinamento: studi recenti condotti in 482 città di 24 Paesi mostrano che l’effetto del calore su mortalità cardiovascolare e respiratoria aumenta sensibilmente quando i livelli di PM2.5, ozono e ossidi di azoto sono più elevati .
Deforestazione, agricoltura intensiva, esposomi: i nuovi fronti della ricerca
La presentazione ha toccato anche elementi spesso assenti nel dibattito pubblico:
- l’aumento della siccità in Italia documentato dal Lancet Countdown;
- il ruolo dei sistemi agro-zootecnici intensivi nell’aggravare la qualità dell’aria (mostrati nella slide con mappe e immagini dedicate) ;
- i progressi dell’exposomics, che grazie alle tecniche omiche permette di tracciare l’impatto combinato degli inquinanti a livello molecolare e metabolico, come illustrato dagli studi TAPAS, Oxford Street e sulle piscine clorate .
Dai rischi alle soluzioni: i co-benefici
Nelle conclusioni Vineis ha richiamato la necessità di interventi rapidi e sistemici, mostrando la slide sui co-benefici delle politiche per un mondo entro 1,5°C: dalla crescita delle rinnovabili alla fine del carbone, dalla mobilità a zero emissioni alla riduzione della deforestazione e dell’inquinamento urbano .
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