di Giovanni Ghirga (Comitato scientifico ISDE Italia)
La crisi climatica è già entrata nella spesa quotidiana delle famiglie e il costo dell’inazione ricade prima di tutto sui territori più vulnerabili e sulle persone più fragili.
IL GOVERNO LO SA E DEVE AGIRE!
Anche in Italia la siccità, uno degli aspetti della crisi del clima, non è solo un problema ambientale ma un moltiplicatore di inflazione alimentare, fragilità agricola e disuguaglianza sociale.
Negli ultimi anni il cambiamento climatico ha cessato di essere una minaccia distante per trasformarsi in una realtà che influenza direttamente la vita quotidiana delle persone. Una delle manifestazioni più concrete di questo fenomeno è la cosiddetta heatflation, termine che deriva dall’unione di heat, calore, e inflation, inflazione. Questo termine indica l’aumento dei prezzi alimentari causato dal caldo estremo e dalla siccità. Secondo il World Economic Forum, le ondate di calore danneggiano e distruggono i raccolti, riducono l’offerta di cibo e contribuiscono all’aumento dei prezzi alimentari, con effetti particolarmente gravi sulle popolazioni più vulnerabili.¹
Il legame tra caldo estremo, siccità e inflazione alimentare è ormai sostenuto anche da analisi economiche quantitative. Uno studio pubblicato su Communications Earth & Environment ha stimato che il caldo estremo dell’estate 2022 abbia aumentato l’inflazione alimentare europea di circa 0,43-0,93 punti percentuali, con una stima centrale di 0,67 punti percentuali. Gli autori prevedono che, in uno scenario di ulteriore riscaldamento climatico, l’impatto delle ondate di calore sui prezzi alimentari potrebbe aumentare del 30-50% entro il 2035, portando l’effetto medio di un evento estremo di entità simile a circa 0,9-1 punto percentuale.²

L’Europa ha già sperimentato in modo drammatico questa dinamica. Nel 2022 una grave siccità, associata a temperature superiori alla media e ad una sequenza di ondate di calore iniziate in primavera e proseguite durante l’estate, ha colpito vaste aree del continente. Copernicus ha documentato che l’umidità superficiale del suolo in Europa nel 2022 è stata la seconda più bassa degli ultimi 50 anni e che la siccità ha danneggiato agricoltura, ecosistemi, energia e trasporti fluviali.³
L’Italia è stata uno dei Paesi più colpiti. Nel 2022 ha vissuto una delle peggiori siccità della sua storia recente, con gravi conseguenze per il bacino del Po, la produzione agricola e la disponibilità idrica. ISPRA ha stimato che negli ultimi trent’anni, 1991-2020, la disponibilità media annua di risorsa idrica in Italia si sia ridotta del 19% rispetto al trentennio 1921-1950.⁴ Questo dato è particolarmente importante perché indica che la crisi idrica italiana non è un episodio isolato, ma una tendenza strutturale.
La situazione è resa ancora più grave dalle proiezioni future. Secondo ISPRA, la disponibilità idrica nazionale potrebbe ridursi del 10% nel breve termine e fino al 40% nel lungo termine, con punte fino al 90% nel Sud Italia nello scenario di crescita persistente delle emissioni.⁴ In altre parole, il Mezzogiorno e le isole maggiori rischiano di diventare le aree più vulnerabili del Paese.
Il 2024 ha confermato questa frattura climatica interna. Il Rapporto SNPA sul clima in Italia ha evidenziato che il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato nel Paese, con un’anomalia di +1,33 °C rispetto alla media 1991-2020. Nello stesso anno l’Italia è apparsa divisa in due: surplus di precipitazioni al Nord e siccità persistente al Sud e nelle Isole.⁵
La gravità della crisi emerge in modo particolare dall’indice dei giorni secchi consecutivi. Nel 2024 in Sicilia si sono registrati fino a 146 giorni consecutivi senza precipitazioni significative e in Sardegna fino a 101 giorni. Complessivamente, quasi il 50% del territorio nazionale, soprattutto Sud e Isole, ha vissuto condizioni di siccità da moderata a estrema.⁶
La Sicilia rappresenta uno degli esempi più evidenti della trasformazione della siccità in crisi agricola ed economica. La Regione Siciliana ha riconosciuto il danno subito da 23.062 aziende agricole colpite dalla siccità del 2024 e ha stanziato 35 milioni di euro per sostenerle.⁷ Questo dato mostra che la siccità non è più soltanto un indicatore climatico, ma un fattore diretto di perdita produttiva, indebolimento delle imprese agricole e pressione economica sulle comunità rurali.
Anche la Sardegna ha vissuto una situazione critica. Nel gennaio 2025 la Regione ha chiesto lo stato di emergenza nazionale per la siccità. Secondo il bollettino aggiornato al 31 dicembre 2024, negli invasi regionali erano presenti circa 750 milioni di metri cubi d’acqua, pari al 41% del volume autorizzato.⁸ Questo significa che la crisi idrica non riguarda solo l’agricoltura, ma anche l’approvvigionamento idropotabile, la zootecnia, la gestione degli invasi e la sicurezza delle comunità locali.
Il problema assume una rilevanza globale perché grano, riso e mais costituiscono una parte fondamentale dell’alimentazione mondiale. La FAO ricorda che i cereali, incluso il riso, forniscono il 55-70% delle calorie nei Paesi in via di sviluppo e che mais e frumento rappresentano una quota centrale dell’energia alimentare globale.⁹ Quando siccità e caldo estremo colpiscono queste colture, il rischio non è solo agricolo, ma alimentare, economico e geopolitico.
La heatflation è quindi il punto di contatto tra crisi climatica e vita quotidiana. Essa rende visibile ciò che spesso resta astratto: il cambiamento climatico può aumentare il prezzo del pane, della pasta, del riso, della frutta, dell’olio e degli alimenti di base. I suoi effetti colpiscono in modo sproporzionato le famiglie a basso reddito perché una quota maggiore del loro reddito è destinata all’acquisto di cibo.
In Italia la siccità rappresenta, dunque, un moltiplicatore di rischio. Riduce la produzione agricola, aumenta i costi dell’irrigazione, indebolisce le aziende, favorisce l’aumento dei prezzi alimentari e aggrava le disuguaglianze sociali. Nel Sud e nelle Isole, dove la disponibilità idrica è già più fragile, il fenomeno può diventare un fattore strutturale di impoverimento territoriale.
Affrontare la siccità significa quindi proteggere non solo l’ambiente, ma anche la sicurezza alimentare, la salute pubblica e la stabilità economica. Le priorità sono chiare: ridurre le perdite delle reti idriche, modernizzare l’irrigazione, riutilizzare le acque reflue depurate, proteggere il suolo, aumentare la capacità di accumulo sostenibile, sostenere colture più resistenti alla siccità e accelerare la riduzione delle emissioni climalteranti.
La siccità italiana, dunque, non è solo un problema ambientale ma un moltiplicatore di inflazione alimentare, fragilità agricola e disuguaglianza sociale. La heatflation mostra che la crisi climatica è già entrata nella spesa quotidiana delle famiglie e che il costo dell’inazione ricade prima di tutto sui territori più vulnerabili e sulle persone più fragili.
Bibliografia
- World Economic Forum. What Is Heatflation? Published June 2, 2026. Accessed June 3, 2026. https://www.weforum.org/videos/what-is-heatflation/
- Kotz M, Kuik F, Lis E, Nickel C. Global warming and heat extremes to enhance inflationary pressures. Communications Earth & Environment. 2024;5:116.
- Copernicus Climate Change Service. European State of the Climate 2022: Drought. Copernicus Climate Change Service; 2023.
- ISPRA. Siccità e risorsa idrica: negli ultimi 30 anni, 1991-2020, disponibilità di acqua ridotta del 19% rispetto al trentennio 1921-1950. Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale; 2022.
- Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente. Il clima in Italia nel 2024. Rapporto SNPA 44/2025. SNPA; 2025.
- Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente. Il clima in Italia nel 2024: indicatori di siccità e giorni secchi consecutivi. Rapporto SNPA 44/2025. SNPA; 2025.
- Regione Siciliana. Agricoltura, sostegno a oltre 23 mila aziende danneggiate dalla siccità 2024. Published July 2, 2025.
- Regione Autonoma della Sardegna. Siccità: la Regione Sardegna chiede lo stato di emergenza nazionale. Published January 10, 2025.
- Food and Agriculture Organization of the United Nations. Basic foodstuffs: cereals and global food energy supply. FAO.
