Il nuovo rapporto 2025 del Lancet Countdown dedicato ai Small Island Developing States (SIDS) fotografa gli effetti sempre più pesanti della crisi climatica sulla salute delle popolazioni di 58 piccoli Stati e territori insulari. Sono Paesi responsabili complessivamente di meno dell’1% delle emissioni globali di gas serra, ma particolarmente esposti a innalzamento del mare, siccità, alluvioni ed eventi meteorologici estremi. Il rapporto analizza 28 indicatori relativi a salute, adattamento, mitigazione, economia e finanza e coinvolgimento politico.
Il dato più significativo riguarda il caldo estremo. Nel periodo 2015-2024 i bambini fino a un anno sono stati esposti mediamente a 15,8 giorni di ondate di calore all’anno, contro 2,4 nel 2000-2009: quasi sette volte di più. Per gli over 65 l’esposizione è aumentata da 3 a 15,9 giorni, oltre cinque volte tanto.
Gli effetti riguardano anche la possibilità di svolgere attività fisica e lavorare. Nel 2024 sono state registrate mediamente 3.000 ore per persona nelle quali persino una leggera attività all’aperto comportava almeno un rischio moderato di stress termico, il 41% in più rispetto agli anni Novanta. Il caldo avrebbe inoltre determinato la perdita potenziale di 4,4 miliardi di ore di lavoro, il doppio della media 1991-2000.
Cresce anche la mortalità associata al caldo. Nei SIDS caraibici le morti stimate sono passate da 15.800 nel 1990-1999 a 25.500 nel 2012-2021 (+61,4%); nell’area del Pacifico l’aumento stimato raggiunge l’81,6%.
Il cambiamento climatico agisce contemporaneamente su altri determinanti della salute. Nel 2024, nei 15 SIDS per i quali erano disponibili dati, l’80% della superficie terrestre ha sperimentato almeno un mese di siccità estrema. Nel 2023, inoltre, 2,7 milioni di persone in più in 26 Paesi sono state esposte a insicurezza alimentare moderata o grave attribuita alla maggiore frequenza di ondate di calore e siccità.
Aumentano anche le condizioni climatiche favorevoli alla diffusione di malattie infettive: rispetto al 1951-1960, nel 2015-2024 la suitability climatica per la chikungunya è cresciuta del 17,2% e per Zika del 9,3%; cresce inoltre il rischio legato ai batteri Vibrio in alcune aree costiere.
Il rapporto evidenzia infine un forte ritardo nell’adattamento sanitario. Nel 2024 soltanto 13 dei 58 SIDS avevano completato valutazioni nazionali su vulnerabilità e adattamento climatico e appena dieci disponevano di piani nazionali di adattamento sanitario. Meno della metà dispone inoltre di sistemi sanitari che ricevono dati climatici o meteorologici utilizzabili nei processi decisionali.
Il messaggio del Lancet Countdown è quindi particolarmente netto: popolazioni che hanno contribuito in misura minima alla crisi climatica ne stanno subendo conseguenze sproporzionate sulla salute, sull’alimentazione e sul lavoro. Servono contemporaneamente più adattamento e resilienza dei sistemi sanitari e una drastica riduzione delle attività ad alte emissioni di carbonio.
Fonte: The Lancet Global Health, The 2025 small island developing states report of the Lancet Countdown on health and climate change: building resilience in the face of rising heat, pubblicato online il 15 luglio 2026.
