Fonte: Il Fatto Quotidiano, 11 dicembre 2025
La Conferenza Episcopale Italiana richiama con forza la necessità di “non trasformare le esigenze della difesa in un contributo al riarmo globale”, avvertendo del rischio che enormi risorse vengano sottratte alla costruzione di “una comunità più umana”. È il cuore della nota pastorale Educare alla pace disarmata e disarmante, approvata dall’assemblea generale dei vescovi riunita ad Assisi.
Un’altra strada è possibile
La Cei invita l’Europa a ricordare le sue origini e la sua vocazione pacificatrice. Mentre vari Paesi promuovono nuovi investimenti in armamenti dopo l’invasione dell’Ucraina, i vescovi sottolineano che l’Unione europea “testimonia che la logica della violenza non è inevitabile” e che occorre tornare a coltivare la cooperazione tra popoli.
Obiezione di coscienza e servizio civile
Nel documento si valorizza la tradizione dell’obiezione di coscienza e del servizio civile come forme concrete di difesa della patria attraverso la cura della civitas. La Cei propone anche di valutare un servizio civile obbligatorio, strumento educativo per le nuove generazioni chiamate a praticare la cura della persona, dell’ambiente e la lotta alle disuguaglianze.
Cappellani militari: servono nuove forme di presenza
I vescovi chiedono di ripensare il ruolo dei cappellani militari, immaginando modalità di assistenza spirituale “non direttamente legate alla struttura militare”, per poter esprimere una testimonianza più libera e coerente con un annuncio di pace, soprattutto in contesti critici.
Web, educazione alla nonviolenza e allarme sui discorsi d’odio
La nota dedica ampio spazio al ruolo dei media digitali, chiamati a diventare luoghi di dialogo, linguaggi rispettosi e discernimento critico. La Cei denuncia la crescita di antisemitismo, islamofobia e cristianofobia, alimentata da slogan e campagne che distorcono l’identità delle comunità religiose e generano paura e violenza.
